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Banditi i lavori di Fase B della diga di Genova con ‘premio’ alla rapidità

Base d’asta a 444,1 milioni di euro, 3 anni e 3 mesi di durata (ribassabile), termine per le offerte da fissare. Bucci richiama il ruolo militare-difensivo dell’infrastruttura

di Andrea Moizo
4 Luglio 2025
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Come previsto, ottenuta la copertura finanziaria extra resasi necessaria per i sovraccosti emersi rispetto alla progettazione, il commissario straordinario all’opera Marco Bucci (presifente di Regione Liguria) ha provveduto a pubblicare il bando di gara per i lavori della Fase B della nuova diga di Genova.

L’importo a base di gara è di 444,14 milioni di euro, comprensivi di 337 di lavori, 5 di oneri della sicurezza e 102 di costi della manodopera, con le ultime due voci non ribassabili (con possibilità di salire a 532,97 secondo la richiamata previsione del nuovo Codice degli appalti di modifica dei contratti in corso di esecuzione), a fronte di una copertura di 469,8 milioni di euro. La revisione dei prezzi è disciplinata, oltre che dal Codice, dal capitolato speciale di gara, che però non è stato reso pubblico dalla struttura commissariale, così come gli elaborati progettuali del progetto approvato.

Il termine per la presentazione delle offerte non è ancora stato fissato e col bando si stabilisce che solo dopo tale fissazione verrà individuata la commissione giudicatrice. Stabilito invece il criterio di valutazione, che per tre quarti prenderà in considerazione l’offerta tecnica e per un quarto quella economica (ribassi della base d’asta). A pesare, da un punto di vista tecnico, saranno in particolare i ribassi della tempistica prevista, fissata da progetto in 1.188 giorni, cioè poco più di tre anni e tre mesi.

Nel frattempo Bucci, intervenendo all’incontro organizzato dalla Uilm dal titolo “Mare, logistica, underwater: al centro del mercato c’è la Liguria”, ha per la prima volta accennato alla valenza di infrastruttura difensiva strategica che potrebbe avere la diga: “La nuova diga di Genova è un investimento con effetti concreti sull’efficienza portuale e sulla competitività del sistema logistico. La Liguria si conferma protagonista grazie alla posa dei cavi sottomarini e alla nascita di un hub europeo per la gestione e distribuzione dei dati. Un’infrastruttura strategica che va protetta con mezzi nautici, sistemi di cybersecurity e il contributo della Marina Militare. La nuova diga consentirà di recuperare tre milioni di metri quadrati di acqua protetta, uno dei quali sarà costituito da infrastrutture: più spazi da destinare a investimenti strategici, anche per il diporto”.

Un richiamo a una valenza militare dell’opera (del resto già abbozzata nel recente allegato infrastrutture al Documento di finanza pubblica) di cui, come rivelato da SHIPPING ITALY, l’Autorità di sistema portuale e la struttura commissariale hanno già discusso con i ministeri competenti in ottica di eventuale adesione italiana agli strumenti europei per il piano di riarmo continentale. E che oggi assume ancor più significato dopo l’impegno assunto pochi giorni fa dall’Italia in sede Nato di portare la propria spesa militare al 5% del Pil: una quota, pari all’1,5%, potrà come noto esser coperta anche da infrastrutture, purché a valenza militare. I riferimenti di Bucci alla valenza strategica dell’infrastruttura, alla protezione, alla cybersecurity e al contributo della Marina Militare sembrano andare proprio in quella direzione.

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