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“L’economia del mare in Italia vale 216,7 miliardi di euro pari all’11,3% del Pil”

Presentato a MIMIT in apertura del Blue Forum 2025 il XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2025 a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare e Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere

di Nicola Capuzzo
19 Luglio 2025
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Con 232.841 imprese e 1.089.710 di occupati, l’economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 76,6 miliardi di euro; un dato che, se si considera il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 216,7 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil nazionale. Un settore in netta crescita in ogni suo aspetto. Cresce il valore aggiunto diretto con un +15,9%, pari a più due volte la crescita media italiana ferma al 6,6%. Cresce il peso dell’economia del mare sul valore aggiunto complessivo di più di 1 punto percentuale rispetto a quanto rilevato dal XII Rapporto del 2024. Il moltiplicatore di quest’anno resta stabile a 1,8. Ossia per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia. Crescono gli addetti, con un aumento occupazionale del +7,7%, più di quattro volte quello registrato nel Paese (+1,9%). Nel biennio 2022-2024 cresce il numero delle imprese, con un +2% in controtendenza con l’economia nazionale che si attesta su un -2,4%.

Questo è quanto emerso dal XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato il 9 Luglio a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in apertura del 4° Summit Nazionale sull’Economia del mare Blue Forum.

“Il Rapporto presentato contiene elementi estremamente significati sulle reali potenzialità del nostro Paese per sviluppare una vera, significativa e trainante economia del mare che rappresenta uno dei principali comparti su cui si può appoggiare il nostro sistema Paese” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Come ogni anno, la 13ma edizione del Rapporto ha messo sotto la lente di ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva “blu”: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri, la ricerca, regolamentazione e tutela ambiente.

All’evento di presentazione, aperto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sono intervenuti: il Presidente di Unioncamere Andrea Prete, il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora, il Direttore Generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito e il Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare Antonello Testa.

A impreziosire i lavori una tavola rotonda moderata da Roberta Busatto con: Francesca Biondo – Presidente Osservatorio della Pesca, Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo, Cetti Lauteta – Partner di The European House Ambrosetti, Alessandro Panaro – Head Maritime & Energy SRM e Luciano Serra – Presidente Centro Studi sulla portualità turistica di Assonat.

A chiudere il confronto la Sen. Simona Petrucci, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Economia del mare.

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