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Tregua a Palermo e Termini Imerese sul rizzaggio dei mezzi rotabili fra Gnv e Portitalia

Scongiurato (grazie alla mediazione della commissario Tardino) lo sciopero di tre giorni a inizio ottobre ma le parti avranno pochi mesi di tempo per trovare un nuovo accordo su tariffe e condizioni di impiego dei portuali

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
28 Settembre 2025
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Nel porto di Palermo e inquello di Termini Imerese è stata raggiunta una tregua temporale (fino al 2026) fra l’impresa portuale Portitalia, la compagnia di navigazione Gnv e i lavoratori che cancella il prolungato sciopero annunciato per i primi giorni di ottobre. Il motivo del contendere era (e rimane tuttora) il rizzaggio dei mezzi rotabili nella stiva dei traghetti impiegati sulle rotte delle autostrade del mare.

“Tra le aziende vige da circa un anno, un accordo economico innovativo che non trova applicazione in nessun’altra realtà portuale del Paese, basato sulla quantità di catene applicate per la messa in sicurezza dei trailer in navigazione, sostituendolo a un accordo storico che prevedeva il pagamento a trailer, un sistema che negli ultimi mesi ha portato a privilegiare logiche di risparmio a scapito delle corrette procedure operative” spiegano i sindacati confederali dei lavoratori. In particolare la società armatrice è arrivata a richiedere l’applicazione di sole tre catene per ciascun mezzo da rizzare e questo, secondo i lavoratori, sarebbe in violazione degli standard di sicurezza previsti dalle normative internazionali e dalle buone prassi portuali. “Questa prassi, volta a ridurre i costi e i tempi di imbarco, ha determinato un grave abbassamento delle condizioni di sicurezza, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori portuali e l’incolumità delle persone e delle merci a bordo. Al tempo stesso, ha generato criticità operative, nonché un pesantissimo aumento del carico di lavoro ai 150 lavoratori attualmente in organico in Portitalia, e un grave problema occupazionale che coinvolge gli 82 lavoratori della Compagnia Lavoratori Portuali Sicilia Occidentale ex art.17, il cui mancato impiego ha causato un forte incremento dell’Ima, indennità di mancato avviamento)” aggiungono ancora i sindacati.

A fronte di ciò Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, sulla base delle gravi criticità registrate, hanno inizialmente attivato la procedura di raffreddamento proclamando lo stato di agitazione nei porti di Palermo e Termini Imerese, salvo poi proclamare 72 ore di sciopero per le prime tre giornate di ottobre. “Tale passaggio si è reso necessario per richiamare con forza l’attenzione delle aziende coinvolte sul rispetto delle normative vigenti e sul mantenimento di adeguati standard di sicurezza, troppo spesso disattesi negli ultimi mesi” secondo i sindacati confederali. In questo contesto di forte tensione, il commissario straordinario dell’Adsp del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, è intervenuta come mediatrice tra Portitalia e Grandi Navi Veloci. “Grazie alla sua azione è stato possibile riaprire un dialogo tra le parti, riportando l’equilibrio interno e consentendo di individuare una soluzione che scongiuri l’interruzione del servizio e tuteli l’occupazione di 230 lavoratori operanti all’interno dei porti di Palermo e Termini Imerese. Il rizzaggio non è un’attività accessoria – dichiarano i rappresentanti dei lavoratori – ma una funzione centrale e imprescindibile per la sicurezza delle navi, dei mezzi e delle persone. L’accordo rappresenta un’intesa transitoria, in attesa che i prossimi incontri del 2026 permettano una definizione strutturale e duratura del rapporto tra le parti”. Inoltre aggiungono che in questo accordo-ponte “Tardino ha svolto un ruolo centrale di mediazione, riportando al tavolo le parti dopo mesi di tensioni e contrapposizioni che avevano avuto gravi ripercussioni sulla sicurezza delle operazioni a bordo e sui livelli occupazionali dei due scali”.

“Esprimo piena soddisfazione per l’intesa siglata tra Gnv e Portitalia” è il commento del commissario straordinario dell’Adsp. “Ci siamo impegnati con tangibili iniziative a sostegno degli investimenti infrastrutturali in ambito portuale da parte dei privati, e di incentivazione dei traffici, anche per tutelare i lavoratori portuali. Uno sforzo attivo e un impegno concreto che chiudono una fase delicata, ponendo solide basi per una collaborazione costruttiva che possa coniugare efficienza operativa e rispetto delle condizioni di lavoro”.

“L’accordo ponte raggiunto all’esito di un lungo e difficile confronto – è il commenta del presidente di Portitalia, Giuseppe Todaro – rappresenta sicuramente un piccolo passo in avanti. Non possiamo non apprezzare questo importante segnale di apertura e anche l’impegno nella mediazione del commissario dell’Autorità Portuale Annalisa Tardino, ma invitiamo fortemente tutte le parti a utilizzare ogni giorno di questi sei mesi per ridurre le distanze e trovare l’accordo migliore per tutti gli attori coinvolti. Il porto è un sistema complesso che richiede armonia e sinergia tra le forze in campo. Sono convinto – conclude Todaro – che in questi mesi troveremo il modo di recuperare il dialogo che purtroppo finora è mancato e anche le migliori condizioni per tutti”.

Gnv registra “il favorevole accoglimento dell’intesa raggiunta” e sottolinea “come le condizioni di sicurezza non sono mai state, e mai potranno essere, oggetto di negoziazione. La sicurezza – aggiunge la shipping company del Gruppo Msc – a bordo delle navi della compagnia e nei processi operativi è stata, e continuerà a essere, il cardine dell’attività di Gnv. Continueremo ad applicare ogni norma prevista da procedure e manuali vagliati e approvati dalle Autorità competenti. L’intesa raggiunta grazie al fattivo interessamento del commissario dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale Annalisa Tardino, ha esclusivamente avuto a oggetto una temporanea integrazione delle tariffe precedentemente negoziate in piena autonomia dalle parti ed è stata responsabilmente assecondata da Gnv con l’obiettivo di accompagnare il percorso di efficientamento di PortItalia, attualmente in una fase di difficoltà economica”.

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