Con la tregua a Gaza si teme un’accelerazione della discesa dei noli marittimi
Se gli Houthi annunciano uno stop agli attacchi contro le navi il Mar Rosso tornerà a essere sicuro e i transiti via Suez ridurranno i tempi di viaggio e aumenteranno l’offerta di stiva sul mercato

La notizia della tregua nella guerra a gaza fra Hamas e Israele potrebbe rappresentare una novità negativa (economicamente parlando) per le compagnie di navigazione che quasi certamente torneranno a navigare con le proprie navi attraverso il canale di Suez. Osama Mounier Mohamed Rabie, presidente e amministratore delegato dell’Autorità del Canale di Suez, ha prontamente fatto sapere che gli attacchi degli Houthi alle navi in transito al largo delle coste dello Yemen termineranno per effetto della tregua e il Mar Rosso tornare a essere un’area sicura per la navigazione.
Da inizio 2024 molte compagnie di navigazione (quasi tutte quelle attive nel trasporto container) hanno scelto di dirottare le proprie navi impiegate sul trade Asia-Europa verso il Capo di Buona Speranza scegliendo di circumnavigare l’Africa. Dalle 75 navi che in media attraversavano giornalmente Suez questo flusso era sceso a 32 unità ogni 24 ore per effetto degli attacchi in Mar Rosso. Un fattore che ha allungato le rotte e i tempi di transito contribuendo a sostenere i noli marittimi che dipendono anche dal rapporto tonnellate-miglia. Il canale di Suez nello stesso periodo ha visto crollare fino al 60% sia i transiti che le entrate finanziarie derivanti dai passaggi traffici marittimi attraverso la sua via d’acqua artificiale. Oltre ai noli marittimi (soprattutto per i container), negli ultimi due anni a crescere in maniera significativa sono state anche le coperture assicurative war risk che le navi di tutte le tipologie erano di fatto costrette a stipulare per operare nei tratti di mare insicuri.
In Borsa le azioni di Maersk sono scese di circa il 10% da metà settembre (attualmente sono ai minimi degli ultimi tre mesi) con il susseguirsi di notizie che una tregua su Gaza poteva essere raggiunta a breve. Il ritorno alla navigazione attraverso il canale di Suez significa tempi di transito più brevi, maggiore capacità e offerta di stiva disponibile e quindi pressione al ribasso sulle tariffe di trasporto delle merci via mare.
“Maersk sta registrando un calo a causa delle previsioni di un’ulteriore diminuzione delle tariffe di trasporto marittimo, legate alla maggiore probabilità di un passaggio sicuro attraverso il Mar Rosso” ha affermato Mikkel Emil Jensen, analista di Sydbank. Secondo gli analisti, se anche il cessate il fuoco dovesse reggere, le compagnie di navigazione potrebbero attendere mesi prima di avere la certezza che gli attacchi non riprenderanno. Un portavoce di Maersk ha ribadito che il gruppo prenderà in considerazione la ripresa del transito attraverso il Mar Rosso solo una volta che sarà stata stabilita una soluzione di sicurezza a lungo termine e praticabile.
“Esiste un chiaro legame tra i rischi per la sicurezza nello stretto di Bab al-Mandab e il conflitto a Gaza, anche se è ancora troppo presto per valutare in che modo i progressi a Gaza influenzeranno la situazione nel Mar Rosso” ha affermato il rappresentante della shipping company danese.
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