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Varato da Fincantieri il primo sistema integrato di droni subacquei (VIDEO)

Deep è una piattaforma integrata per la sorveglianza, la sicurezza e la tutela ambientale dei fondali, capace di unire applicazioni civili e militari e consolidare il ruolo del gruppo come riferimento industriale e tecnologico nel settore underwater

di GIUSEPPE ORRÚ
25 Ottobre 2025
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La Spezia – Si chiama “Deep”, parola che in inglese significa “profondo” e che è anche l’acronimo di “Dynamic Ecosystem for Enhanced Performance” ed è il primo integrato di droni subacquei realizzato da Fincantieri, che ha scelto il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Spezia (CSSN) della Marina Militare per una dimostrazione tecnologica. L’evento, per quanto limitato dalle violente precipitazioni che hanno costretto gli ospiti all’interno anziché sulla banchina in cui era prevista la dimostrazione, segna una pietra miliare per Fincantieri nel campo della tecnologia subacquea, confermando il ruolo di leadership del Gruppo nel settore underwater e consolidando un percorso di crescita industriale chiaro e in fase avanzata di attuazione.

Il sistema Deep è una soluzione integrata all’avanguardia per la protezione, lo sviluppo e il mantenimento di infrastrutture critiche subacquee e delle aree portuali, svolgendo inoltre attività di monitoraggio e tutela ambientale. Il sistema è progettato fin dall’origine con un carattere duale, capace cioè di rispondere sia a esigenze civili sia a impieghi di difesa e sicurezza. Questa versatilità consente a Deep di operare in contesti eterogenei, offrendo soluzioni ad alto valore aggiunto per la protezione ambientale e delle infrastrutture, così come per il supporto operativo.

Ad esempio, è possibile monitorare lo stato di salute di un fondale, con le sue praterie di posidonia, così come eventuali anomalie o perdite di un gasdotto o un oleodotto, fino a stanare eventuali droni nemici che potrebbero inserirsi in zone sensibili con finalità minacciose.

La piattaforma è formata da una rete di sensori subacquei per l’allarme preventivo (Early Warning System), un Centro di comando e controllo per la gestione operativa in tempo reale, una squadra di veicoli subacquei autonomi (Auv) in grado di condurre missioni a diversi livelli di autonomia, cooperazione e coordinamento e un sistema Ai-based dedicato all’analisi e all’elaborazione dei dati.

“Il lancio di Deep – ha detto Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri – è la dimostrazione concreta della nostra capacità di spingere sempre più in profondità i confini dell’innovazione. Abbiamo oggi validato un sistema integrato di droni subacquei unmanned che rappresenta una soluzione innovativa e concreta al tema della protezione delle infrastrutture critiche utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Questo risultato è frutto del lavoro di una filiera industriale d’eccellenza che ci consente di anticipare le esigenze del mercato e posizionarci per il futuro. Siamo orgogliosi di guidare tale trasformazione che contribuisce fattivamente al tema della sicurezza, della crescita, della competitività e della autonomia tecnologica del sistema Paese, oltre a proiettarci nella leadership globale nell’underwater economy”.

Tra le “esigenze di mercato” anticipate da Deep c’è la protezione dei dati, i cui fondali marini diventeranno una sorta di “cassaforte”. “Questa è una finestra sul futuro. Finalmente – ha detto Matteo Perego di Cremnago, Sotttosegretario di Stato per la Difesa – dopo tanti anni ci siamo resi conto che quello che era lontano dai nostri occhi, come la dimensione subacquea, ha preso vita. Proteggere le infrastrutture subacquee è fondamentale, soprattutto pensando a quelle che sorgerà nei prossimi decenni. Io immagino un mondo, fra cinque – dieci anni, fatto da data center che metteremo nei fondali marini, con un risparmio per il raffreddamento, oltre a un’antropizzazione per le risorse alimentari che ci sono nei fondali marini e le terre rare. Oggi il 98% dei dati passa già dai cavi sottomarini, dato che l’Italia è un hub strategico al centro del Mediterraneo. Conosciamo più Marte, più Giove, più la Luna che i nostri fondali, ma il vento sta cambiando e l’Italia è leader in questo settore. Abbiamo capito che lì sotto passa tanto della sicurezza, del benessere e della crescita del nostro Paese”.

Con il lancio di Deep Fincantieri vuole consolidare la strategia underwater, distinguendosi per la capacità di offrire soluzioni integrate ad alto valore aggiunto, grazie a una filiera industriale unica e a competenze trasversali riunite all’interno del Polo Tecnologico della Subacquea, che coordina tutte le attività legate ai sistemi civili, militari e dual use attraverso una regia unica.

L’obiettivo è presidiare i mercati e rispondere alle esigenze più complesse di clienti privati e istituzionali, consolidando il ruolo pionieristico e di riferimento tecnologico e industriale di Fincantieri nel panorama internazionale della subacquea.

Secondo il Gruppo, quello della subacquea rappresenta oggi un dominio chiave per la sicurezza, l’energia, l’osservazione ambientale e le comunicazioni sottomarine, con un mercato globale di riferimento stimato in circa 50 miliardi di euro all’anno e una componente accessibile per Fincantieri pari a circa 22 miliardi annui.

Per quanto riguarda il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, presto arriveranno altri fondi, non solo dal dicastero guidato da Guido Crosetto. “Oltre ai fondi in arrivo dal Ministero della Difesa – ha detto la senatrice Roberta Pinotti, presidente della Fondazione per il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea -, sono in arrivo altri 180 milioni di euro nei prossimi dieci anni dal Ministero dell’Industria e tre milioni per tre anni dal Ministero dell’Università, previsti dalla Legge finanziaria, ma nei prossimi anni ci saranno molti fondi privati. Finora il Polo è stato finanziato solo dal pubblico, ma sto registrando l’interesse di molti soggetti privati a investire in questo settore”.

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