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Tutti gli occhi sul nuovo cacciamine in vetroresina di Intermarine

La nave sarà consegnata nel 2029. L’Italia torna a fare scuola nella guerra di mine grazie a un progetto unico al mondo per resistenza e capacità operative

di GIUSEPPE ORRÚ
10 Novembre 2025
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La Spezia – Allo stand di Intermarine al Seafuture di La Spezia, tutta l’attenzione è stata catalizzata dal nuovo progetto di cacciamine in vetroresina, un programma che segna un’evoluzione tecnica e industriale nel settore navale militare. L’interesse è stato altissimo, anche alla luce del ritorno di attualità della minaccia delle mine navali nel Mar Nero, dei sabotaggi sottomarini come quello al gasdotto Nord Stream 2 e delle tensioni che spingono molte marine a rinnovare le proprie flotte. E così il modellino dell’innovativo cacciamine, che offre una prima idea visiva di quanto annunciato poche settimane prima, diventa la star dell’edizione 2025 dell’unica kermesse della Difesa italiana.

Molti Paesi, infatti, stanno “correndo ai ripari” per aggiornare o sostituire unità ormai datate. A partire dall’Italia che, con Intermarine, si conferma un punto di riferimento in questo campo: il nuovo cacciamine nasce come naturale evoluzione della classe Gaeta, che a suo tempo aveva fissato lo standard internazionale per questo tipo di navi. Della stessa classe fa parte Nave Viareggio, che vi abbiamo mostrato in questo video servizio, con una visita a bordo, accolti dal suo comandante.

Il progetto, sviluppato interamente da Intermarine, introduce soluzioni costruttive mai viste prima. Lo scafo e la sovrastruttura sono realizzati in materiale composito, una tecnologia che garantisce prestazioni superiori in termini di leggerezza, resistenza e durata. La vetroresina, in particolare, assicura una capacità di assorbire gli shock subacquei senza deformazioni strutturali, caratteristica essenziale per operare in campi minati o in acque soggette a esplosioni ravvicinate.

Un cacciamine deve poter operare in un campo minato senza essere rilevabile e senza subire danni da urti o onde d’urto e il composito permette di raggiungere livelli di resistenza e isolamento che il metallo non può offrire.

La costruzione del primo esemplare è prevista con consegna nel 2029. Nessun altro Paese, al momento, dispone di cantieri capaci di realizzare scafi di queste dimensioni interamente in vetroresina con simili caratteristiche di robustezza e durabilità. Questo spiega l’interesse mostrato dalle marine di tutto il mondo, comprese nazioni che in passato hanno già collaborato con Intermarine. Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY, infatti, il progetto ha destato l’attenzione di “vecchi clienti” di Intermarine, come Stati Uniti, Australia, Finlandia, Algeria, Thailandia, Malesia e Nigeria che avrebbero avuto fitti colloqui con i dirigenti dell’azienda allo stand del Seafuture.

Accanto al programma del cacciamine, Intermarine ha anche vinto una gara per la costruzione di una nuova unità da 27 metri in alluminio per la Guardia Costiera, segno di una diversificazione produttiva che va oltre il settore militare e rafforza la capacità del cantiere di operare con materiali e tecnologie differenti.

Con questo nuovo progetto, Intermarine alza ulteriormente l’asticella: dopo aver firmato in passato il progetto belga-olandese per una classe di cacciamine in composito, l’azienda italiana si prepara ora a consegnare una nave che rappresenta un punto di riferimento assoluto a livello mondiale. Un traguardo che conferma la capacità del cantiere di Sarzana di innovare nel segno della continuità, rafforzando la leadership italiana nella costruzione di unità specialistiche ad alta complessità tecnica.

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