Maxi ecotassa sui crocieristi in arrivo in Francia
Mentre a Genova l’Adsp si schiera contro l’ipotesi di un’addizionale comunale da 3 euro, a Parigi destra e sinistra fan passare un emendamento alla finanziaria da 15 euro pro capite per coprire le esternalità del traffico passeggeri

Il percorso della norma è ancora in itinere perché la legge di bilancio 2026 in Francia è ancora in discussione, ma l’emendamento per introdurre una maxi tassa sui crocieristi ha ottenuto ieri una prima votazione approvativa in Senato.
La norma è stata proposta dalla destra parlamentare di Les Républicains ed è stata approvata grazie ai voti della sinistra, malgrado l’opposizione dell’esecutivo e della maggioranza che lo sostiene. Essa prevede l’introduzione di una tassa ecologica di 15 euro per passeggero e per scalo in Francia, con un gettito previsto di 75 milioni di euro l’anno destinati alla “protezione e valorizzazione dei litorali”.
“Questa tassa, fondata sul principio del ‘chi inquina paga’, mira a compensare le pesanti esternalità del crocierismo su aree costiere e portuali” ha spiegato il senatore Jean-Marc Délia, ricordando come ogni anno le navi da crociera emettano più di 7 milioni di tonnellate di Co2 in Europa, producendo emissioni atmosferiche comparabili a quelle di un miliardo di autoveicoli.
Se, come appare a questo punto probabile, la legge passerà, sarà ancor più difficile che, come sostenuto ieri dall’Autorità di sistema portuale di Genova, parte del traffico passeggeri dello scalo possa orientarsi su Marsiglia a valle dell’ipotizzata introduzione, da parte del Comune di Genova, di un’addizionale di 3 euro a passeggero (residenti del capoluogo e delle isole esclusi).
L’ente ministeriale, che, pur potendo, non applica né riscuote alcuna tassa sui passeggeri (a differenza di quel che avviene in altri porti, come ad esempio Civitavecchia), ancor più di terminalista e operatori direttamente interessati ha espresso contrarietà alla sovrattassa, ventilando danni alla competitività dello scalo e difficoltà applicative, con riferimento in particolare a una sentenza del Consiglio di Stato che nel 2024 ha cassato un’addizionale del Comune di Venezia sul traffico aeroportuale. Il perno della sentenza era però la carenza motivazionale, tanto che la successiva introduzione da parte del Comune lagunare di una tassa di accesso da 5 euro, per ogni turista, nelle giornate di maggior afflusso non è stata impugnata, è stata regolarmente applicata e riscossa nel 2025 ed anzi molte compagnie crocieristiche si sono adoperate per agevolarne il pagamento da parte dei passeggeri.
Alla nota dell’Adsp genovese hanno replicato la sindaca di Genova Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile: “È ragionevole che chi utilizza la città e le sue infrastrutture per imbarcarsi su crociere e traghetti compartecipi alle spese di gestione della città in modo non diverso da quanto fanno già i turisti soggetti a imposta di soggiorno in tutte le principali mete turistiche italiane. Per quanto concerne le modalità applicative abbiamo già convocato un incontro (domani, ndr) con le associazioni rappresentative di armatori e terminalisti, allargato anche all’Autorità di sistema portuale, per avviare un confronto che auspichiamo essere costruttivo nell’interesse e nell’interesse comune di porto e città”.
A.M.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI




