Liberty Lines riprende il timone: revocate le misure interdittive
Il Tribunale del Riesame restituisce piena autonomia all’azienda. I vertici: “contestazioni riguardanti solo lo 0,22% delle corse, provvedimenti eccessivi”

Si apre un nuovo capitolo nella complessa vicenda giudiziaria che ha interessato Liberty Lines nell’ultimo mese. La compagnia di navigazione ha comunicato oggi il ritorno alla piena autonomia organizzativa in seguito alla pronuncia del Tribunale del Riesame, che ha disposto la revoca delle misure interdittive precedentemente applicate.
La decisione giunge a stretto giro dall’intervento del Riesame di Palermo, che aveva già annullato le misure cautelari personali – inclusi i divieti di dimora e di esercizio d’impresa – nei confronti dei vertici aziendali, tra cui il presidente Alessandro Forino e il direttore generale Gianluca Morace.
Con una nota ufficiale Liberty Lines respinge le accuse entrando nel merito tecnico della questione e definendo le sanzioni subite “sproporzionate”. La società evidenzia come “le presunte irregolarità – che la Società non riconosce come tali – finite sotto la lente degli inquirenti, incidano per una quota marginale, pari allo 0,22%, del totale delle corse effettuate nel biennio 2021-2022.”
La compagnia difende inoltre con fermezza l’operato dei propri equipaggi sul fronte della sicurezza: le anomalie rilevate sarebbero riconducibili a guasti tecnici “risolti tempestivamente e senza conseguenze”, escludendo categoricamente qualsiasi pericolo per l’incolumità dei passeggeri e del personale di bordo.
La vicenda aveva preso avvio lo scorso 20 novembre con un’operazione della Guardia di Finanza che aveva portato al sequestro delle quote e all’amministrazione giudiziaria della società, per un valore di circa 100 milioni di euro. L’indagine, che coinvolge 67 persone, ipotizza reati gravi quali frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato e corruzione.
Gli inquirenti si sono concentrati sui rapporti con la Regione siciliana e l’erogazione dei fondi per i collegamenti con le isole minori, con l’accusa di aver impiegato traghetti non conformi ai requisiti di sicurezza del bando o di aver omesso la comunicazione di avarie, ipotizzando anche la complicità di alcuni funzionari del Rina e della Capitaneria di Porto.
“Durante i giorni del sequestro, l’azienda, i suoi vertici e i comandanti sono stati oggetto di una rilevante esposizione mediatica, in alcuni casi caratterizzata da ricostruzioni inesatte e fuorvianti. Confidiamo che il pieno accertamento dei fatti consenta di ristabilire una corretta rappresentazione della vicenda; la Società valuterà ogni opportuna iniziativa a tutela della propria reputazione.” conclude la nota della compagnia di navigazione Liberty Lines.
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