Art ha pubblicato i suoi rilievi su tre concessioni portuali a Livorno, Gaeta e Cagliari
Il garante ha sollecitato correzioni e integrazioni per le istanze di rinnovo presentate da Lorenzini, Futura e Chimica Assemini

Serviranno alcuni correttivi perché tre concessionari portuali di Livorno, Gaeta e Cagliari possano ottenere rinnovi ed estensioni dei propri titoli. Lo stabiliscono altrettanti pareri rilasciati dall’Autorità di regolazione dei trasporti in merito alle relative istanze ricevute dalle Autorità di sistema portuale che gestiscono i tre scali.
Per quel che riguarda il terminal Lorenzini di Livorno, la domanda attiene a un prolungamento quinquennale della concessione (con traslazione del termine da fine 2031 a fine 2036). “L’investimento che motiverebbe la richiesta di proroga” si legge nel parere, riguarda una “Mobile Harbour Crane, in quanto da realizzarsi nel 2027 e da ammortizzarsi nell’arco di 10 anni, fino al 2036”.
Art segnala però come l’istanza menzioni altri investimenti, incongruenti, per durata, col titolo in essere o con quello richiesto, sicché “appaiono necessari adeguati chiarimenti in relazione alle criticità sopra evidenziate, ai fini della corretta comprensione delle modifiche ipotizzate al piano degli investimenti originario e dei correlati effetti da considerarsi ai fini della valutazione della congruità della proroga richiesta”. Altro dettaglio da sistemare attiene al fatto che “stanti i flussi attesi attualizzati riportati nel Pef, la condizione di raggiungimento di un Van positivo appare realizzarsi già nell’anno 2029, e quindi entro la scadenza della concessione vigente, di cui per contro si chiede la proroga”.
Quanto a Futura, Art rileva che l’istanza di concessione novennale “sembrerebbe riguardare l’aggiunta di un’area di 3.896,4 m2 ad un’area di 5702 m2 già in concessione alla società” e in proposito richiama “i limiti e i divieti al cumulo delle concessioni contenuti nell’art. 18 della legge n. 84/94”. Inoltre sottolinea la “necessità di fornire schemi conformi al previsto format” e di risolvere in particolare alcune incongruenze su “previsioni di domanda” e “piano ammortamenti”, chiede che “il foglio ‘Schemi contabili’ sia compilato correttamente e coerentemente con gli altri prospetti” ed evidenzia come “non risulti “fornito il calcolo del Van, né l’eventuale metodologia alternativa utilizzata, che, sulla base degli investimenti previsti a cronoprogramma, assicuri la congruità della determinazione della durata della concessione in oggetto. Appare, pertanto, necessaria un’integrazione in tal senso della documentazione fornita”.
A riguardo di Chimica Assemini, l’istanza, “per una durata di 4 anni, riguarda mq 12.893,48 di specchio acqueo, mq 4.706,44 di area scoperta, mq 5.254,29 di superficie occupata da impianti di facile rimozione e mq 22.815,06 di superficie occupata da impianti di difficile rimozione”. Per Art, però, “la durata del rinnovo richiesto risulta tuttavia esigua, rispetto al periodo di totale ammortamento degli investimenti previsti” e appaiono “necessari integrazioni e chiarimenti ai fini della corretta comprensione del Piano patrimoniale previsionale e della riconciliabilità dello stesso con il Piano degli investimenti e degli ammortamenti”.
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