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Per la Francia una portaerei nucleare che sarà la nave militare più grande d’Europa

La futura unità sostituirà la “Charles de Gaulle” dal 2038 rafforzando la capacità aeronavale e il peso industriale di Parigi nel settore navale della Difesa

di GIUSEPPE ORRÚ
26 Dicembre 2025
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Charles_de_Gaulle_(R91)

La Francia ha avviato il programma per la costruzione della nuova portaerei nucleare che prenderà il posto della “Charles de Gaulle”, oggi unica unità di questo tipo in Europa, nonostante sia ormai una signora dei mari che inizia a mostrare qualche ruga. Il progetto, noto come Porte-Avions Nouvelle Génération (Pang), porterà alla realizzazione della più grande nave da guerra mai costruita nel Vecchio continente e rappresenta uno dei pilastri della strategia navale e industriale francese per i prossimi decenni.

L’unità entrerà in servizio intorno al 2038, quando la Charles de Gaulle, operativa dal 2001, avrà superato i quarant’anni di attività. Nonostante i continui aggiornamenti, la nave attuale mostra limiti legati alle dimensioni, alla disponibilità operativa e alla capacità di accogliere velivoli di nuova generazione. Da qui la scelta di Parigi di puntare su una piattaforma molto più grande e tecnologicamente avanzata, in grado di garantire continuità alla capacità di proiezione aeronavale francese anche nella seconda metà del secolo. L’annuncio è arrivato dal presidente Emmanuel Macron durante una visita alle truppe francesi di stanza in una base militare ad Abu Dhabi, vicino allo Stretto di Hormuz, uno dei principali crocevia marittimi al mondo per il traffico di petrolio.

La futura portaerei avrà una lunghezza di circa 310 metri e un dislocamento prossimo alle 80mila tonnellate a pieno carico, dimensioni che la collocheranno ben al di sopra della Charles de Gaulle e anche delle portaerei britanniche classe Queen Elizabeth. Sarà spinta da due reattori nucleari di nuova generazione, una soluzione che consentirà lunghi periodi di attività senza rifornimento e una maggiore disponibilità operativa rispetto a navi a propulsione convenzionale. La velocità massima dovrebbe superare i 26-27 nodi, mentre l’equipaggio complessivo, inclusi il personale di volo, arriverà a circa 2mila unità. Pur non raggiungendo le dimensioni dei vettori statunitensi classe Gerald R. Ford, il Pang sarà tra i più potenti al mondo.

Uno degli elementi centrali del progetto è il ponte di volo, pensato per operare con catapulte elettromagnetiche Emals e sistemi di arresto di ultima generazione. Questo permetterà l’impiego di una componente aerea più ampia e flessibile, composta da caccia imbarcati, velivoli per allerta precoce, elicotteri e, in prospettiva, droni da combattimento e da sorveglianza. La nuova nave sarà infatti progettata fin dall’origine per integrare sistemi senza pilota e futuri sviluppi dell’aviazione navale, inclusa la versione imbarcata del caccia di nuova generazione che la Francia sta sviluppando nell’ambito dei programmi europei.

Il Pang si annuncia come un programma industriale di enorme portata. Il ruolo di prime contractor sarà affidato a Naval Group, con Chantiers de l’Atlantique coinvolti nella costruzione dello scafo e delle strutture principali. La realizzazione della nave richiederà oltre un decennio tra progettazione, costruzione e integrazione dei sistemi, con un impatto significativo sull’occupazione e sulla filiera industriale francese, in particolare nei settori della cantieristica, dell’energia nucleare e dei sistemi di combattimento.

Il costo complessivo del programma è stimato tra i 10 e i 12 miliardi di euro, una cifra che include sviluppo, costruzione e prime fasi di supporto logistico. Si tratta di un investimento rilevante, ma che Parigi considera strategico non solo sul piano militare, ma anche su quello industriale e tecnologico. La nuova portaerei consoliderà il ruolo della Francia come unica potenza europea dotata di una capacità aeronavale a propulsione nucleare. In un contesto segnato da crescenti tensioni marittime e da una rinnovata attenzione alla sicurezza delle rotte, il Pang garantirà a Parigi la possibilità di operare in autonomia, con una presenza credibile e continuativa nei principali teatri di crisi. Per lo shipping e per l’industria navale europea, il programma rappresenta anche un banco di prova tecnologico, destinato a fissare nuovi standard nella progettazione e costruzione di grandi unità militari ad alta complessità.

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