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“Bisogno di semplicità e di valorizzare ciò che abbiamo”

Il contributo a firma di Tomaso Cognolato (Assiterminal) pubblicato nell’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
28 Dicembre 2025
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Ferarri – Cognolato (Assiterminal)

A questo link leggi l’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025

 

Tomaso Cognolato *

* presidente Assiterminal

Assiterminal chiude il 2025 con 108 aziende terminaliste rappresentate: questo risultato premia il nostro modo di fare ed essere associazione, inclusivi, aperti al dialogo con tutti, determinati nel portare avanti le istanze del settore condividendo gli obiettivi con chiunque abbia gli stessi interessi.

L’anno prossimo festeggeremo i 25 anni e ci stiamo avvicinando all’Assemblea del 12 maggio anche attraverso l’iniziativa del “Tour dei Porti”, che ci sta portando a visitare i 16 porti sede di AdSP, conoscendo meglio gli operatori, i nuovi Presidenti, ma soprattutto capendo e intercettando le peculiarità di ogni realtà e dei territori circostanti: una bellissima esperienza.

Detto ciò, l’anno si chiude con un timido rafforzamento dei traffici in import-export per ogni merceologia, con particolare soddisfazione per il comparto crocieristico e dry bulk, un consolidamento degli asset finanziari delle aziende, un incremento di posti di lavoro nonché di investimenti in digitalizzazione, anche grazie al bando Login Business.

Resta il tema di uno scollamento tra la progressione dei processi evolutivi del settore imprenditoriale e gli strumenti normativi a supporto, non tanto da un punto di vista economico quanto, quantomeno, a corollario in termini di semplificazione e uniformità di perimetro regolamentare.

Tant’è vero che abbiamo nuovamente promosso un ricorso amministrativo sui criteri di indicizzazione dei canoni concessori, così come attendiamo ancora un definitivo riscontro sulla possibilità o meno di costituire il fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali. Abbiamo inoltre reiterato proposte normative per inserire nei contesti ZES e ZLS la possibilità di fruire di benefici fiscali per investimenti infrastrutturali in aree demaniali; attendiamo la definizione del modello operativo per l’erogazione di servizi in ambito cold ironing, lo sblocco dello strumento del bonus portuale, così come una normativa sui dragaggi modellata in linea con quella di altri Paesi europei.

Abbiamo riavviato un dialogo con ART, convinti che gli strumenti normativi che regolano il nostro settore produttivo debbano essere armonizzati quantomeno nell’applicazione, così da fornire alle aziende un quadro certo in cui programmare, investire, svilupparsi e chiare regole di controllo e vigilanza all’interno delle quali operare.

Il 2026 si apre, come spesso accade, in continuità: abbiamo di fronte le incognite dell’impatto dell’ETS sia sui porti gateway che di transhipment, sul cabotaggio ma anche sulle crociere (per non parlare dell’Entry/Exit System), stante anche il ritardo nella versatilità degli approvvigionamenti di combustibili alternativi, così come attendiamo di capire quale impatto avrà il nuovo tributo CBAM sui traffici dry in un contesto in cui l’Europa conferma una visione miope e anticoncorrenziale verso mercati esteri, sempre meno lontani e sempre più aggressivi, anche grazie a politiche comunitarie sbagliate.

L’anno prossimo si avvierà anche la campagna elettorale in vista del 2027: è evidente che la preoccupazione in merito all’iter dell’ipotesi di riforma cresce, tenuto conto dell’esigenza di consolidare una governance dei porti equilibrata e condivisa soprattutto nei meccanismi di funzionamento più che di sostenibilità finanziaria, in virtù di un mercato della logistica sempre più concentrato e di dinamiche geopolitiche, ma anche geoeconomiche, sempre più volatili. Avremmo bisogno di semplicità, di valorizzare ciò che abbiamo, anche in termini di competenze condivisibili, più che di nuovi percorsi inesplorati: in questo Assiterminal c’è, come c’è sempre stata.

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