Cma Cgm guida la crescita intra-Mediterranea: +26% di capacità mentre il mercato cala
Il vettore francese rafforza la posizione nel breve raggio mentre Msc conserva il primato e Maersk avanza; capacità complessiva in Mediterraneo sotto pressione

Nel 2025 il mercato dei servizi regolari di trasporto container all’interno del bacino Mediterraneo ha registrato una leggera contrazione della capacità complessiva del 2,7% rispetto a un anno prima, pari a quasi 15mila Teu in meno in servizio nella regione. Il fenomeno riflette una combinazione di riallocazioni di navi verso altri traffici e l’impiego di navi più piccole da parte di alcuni operatori regionali.
In questo contesto, secondo i dati della società di consulenza specializzata nel trasporto marittimo Alphaliner, Cma Cgm si è distinta per il ritmo di espansione più forte tra i grandi vettori regionali. Negli ultimi dodici mesi il gruppo francese ha aumentato la propria capacità intramediterranea di circa il 26%, passando da 98.800 Teu a circa 124.300 Teu di stiva in servizio, e ha portato la propria quota di mercato dal 17,9% al 23,1%, consolidando la seconda posizione nella classifica dei maggiori operatori nel Mediterraneo.
L’espansione di Cma Cgm si riflette anche nel numero di navi impiegate nei servizi intraregionali: oggi 77 portacontainer operano in Mediterraneo con il marchio francese, 18 in più rispetto a fine 2024. Questo allargamento della flotta dedicata indica un incremento di slot e frequenze, con una presenza quasi pari a quella del principale concorrente sul breve raggio.
Nonostante l’accelerazione di Cma Cgm, la leadership nel mercato intra-Mediterraneo resta saldamente nelle mani di Msc. Il vettore italo-svizzero ha visto crescere la propria quota di capacità dal 25,2% al 26,6% nell’arco dell’anno e ha aggiunto quattro nuovi servizi, inclusi circuiti intra-adriatici e un collegamento est-ovest del Mediterraneo, rafforzando la sua rete regionale.
Anche Maersk ha registrato un progresso significativo, con un incremento di capacità di circa il 10,6% rispetto al 2024. Questo risultato è stato favorito dall’introduzione di quattro nuovi megabuques della serie Gemini, che hanno portato circa 21.500 Teu di nuova capacità nella regione e permesso alla compagnia danese di entrare stabilmente nei primi tre vettori intramediterranei.
Tra gli altri player, Cosco Shipping Lines ha mostrato una dinamica opposta, con una leggera riduzione della quota di capacità, scesa dal 5,1% al 4,6% nell’ultimo anno. Questo arretramento evidenzia come non tutti gli operatori asiatici stiano mantenendo lo stesso ritmo di crescita nelle rotte regionali.
Nel suo complesso, il mercato intramediterraneo rimane fortemente concentrato nelle mani delle grandi compagnie globali. I principali vettori detengono oggi circa il 70% della capacità totale nella regione, cinque punti percentuali in più rispetto al 2024, riducendo lo spazio competitivo per le compagnie regionali e gli operatori feeder di dimensioni minori.
Per gli operatori portuali, gli spedizionieri e i terminalisti, queste dinamiche segnano un’evoluzione significativa del cabotaggio mediterraneo. La strategia di Cma Cgm, che punta ad aumentare capacità e frequenze interne al bacino, contrasta con approcci più conservativi adottati da altri carrier, e potrebbe tradursi in pressioni competitive sui livelli di servizio e sulla determinazione dei noli a breve termine.
In un mercato che globalmente vede le grandi compagnie continuare a espandere le proprie flotte e capacità complessive, la crescita di Cma Cgm nel Mediterraneo è un segnale di come alcuni operatori stiano ripensando l’allocazione degli asset in risposta alle variazioni della domanda regionale e alle pressioni competitive su rotte tradizionali.
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