Rimane ai salernitani la stazione marittima di Salerno
Rigettato il ricorso di Terminal Napoli contro l’affidamento all’incumbent del traffico crocieristico: ragionevole la previsione di una crescita annua media del 24% dei passeggeri e di un volume di oltre 500mila passeggeri nel 2031

Al netto di possibili appelli al Consiglio di Stato, resterà al consorzio incumbent composto da Salerno Cruises s.r.l. e Salerno Stazione Marittima S.p.A. la gestione della stazione marittima di Salerno.
Il Tar della città campana ha infatti respinto il ricorso di Terminal Napoli (Marinvest-Msc, Costa Crociere, Royal Caribbean, Alilauro, Msc Crociere) contro l’aggiudicazione decisa nell’estate 2024 dall’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale.
Il fulcro del ricorso riguardava l’offerta tecnica dell’aggiudicatario, “inverosimile” per Terminal Napoli, in ragione di un “incremento percentuale spropositato dei volumi passeggeri e delle toccate rispettivamente del 453% e 284% nell’ottavo anno di affidamento rispetto ed utilizzando come termine di paragone l’anno 2023; tale incremento corrisponderebbe ad un tasso annuo di crescita (Cagr) nel periodo dell’affidamento, pari rispettivamente al 24% per il volume passeggeri ed al 18% per le toccate”. Numeri incongrui sia con la storia del porto di Salerno che con gli andamenti previsti (anche dal Consorzio) per il traffico generale nel Mediterraneo.
Il Tar ha però respinto tali argomenti, sia perché l’Adsp ha previsto clausole risolutive e penali nel caso di scostamenti particolarmente rilevanti rispetto alle previsioni – scelta che “consente all’amministrazione di reagire ad eventuali sensibili scostamenti del concessionario rispetto ai parametri volume passeggeri e volume toccate di navi da crociera” – sia perché a suo dire “le previsioni di crescita poste a fondamento delle stime e del Pef (Piano economico-finanziario) oggetto di censura da parte della ricorrente (e di positiva valutazione da parte dell’amministrazione) sono certamente opinabili e sottoposte all’alea di numerose variabili (come del resto ogni valutazione relativa alla crescita futura di una determinata impresa / attività economica / settore), pure tenuto conto della concorrenza esistente tra i diversi scali portuali, e, tuttavia, le stesse non sono in alcun modo manifestamente e/o macroscopicamente erronee o irragionevoli”. E ciò sebbene nel 2024, primo anno considerato nel Pef, il traffico a Salerno sia sceso dell’8,4%, passando da circa 94mila crocieristi a 87mila.
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