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La fotografia dei porti italiani degli ultimi 20 anni: chi scende e chi sale

Secondo i dati elaborati da Bankitalia relativi al commercio con l’estero via mare le uniche modalità di condizionamento in crescita nel periodo 2007-2024, per direzione, sono stati le merci in contenitore in importazione e quelle via ro-ro in esportazione

di Redazione SHIPPING ITALY
9 Gennaio 2026
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Italia traffico porti 2000-2024

Contributo a Cura di Luca Antonellini *

* independent consultant 

 

Nel periodo 2000-2024, secondo i dati Istat, il traffico complessivo dei porti italiani ha superato i 500 milioni di tonnellate (MT) per otto volte: ogni anno dal 2005 al 2008 e nei bienni 2018-2019 e 2021-2022. I migliori risultati sono stati raggiunti nel triennio 2006-2008, con un record per il 2007 di 537 MT. I peggiori nel 2014 con 443 MT.

In tale periodo la portualità italiana si è collocata fino al 2007 al primo posto tra i Paesi che attualmente appartengono all’Unione Europea (Tav. A). Negli anni successivi è stata superata dall’Olanda e ha mantenuto stabilmente la seconda posizione, davanti alla Spagna (fatta eccezione per il 2017). Il gap con l’Olanda nell’ultimo biennio è sceso sotto i 60 MT. Va tuttavia segnalato che i porti del Regno Unito, dal 2000 al 2014, hanno sempre superato i 500 MT/anno.

Le statistiche Istat, oltre a coprire l’intero arco portuale nazionale, differiscono da quelle delle Autorità di Sistema Portuale per modalità di raccolta, elaborazione e controllo. Inoltre, esistono scostamenti anche in termini metodologici.

I porti italiani non si sono mostrati particolarmente resilienti né alle crisi globali: -11% nel 2009 vs il 2008 (shock economico) e -8% nel 2020 vs 2019 (pandemia). Né a quelle interne, con un calo progressivo nel triennio 2012-2014 (-11% 2014 vs 2011) a seguito di continui ribassi del Pil.

Nel testo – ove non diversamente indicato – il 2007 verrà preso come riferimento per confronti con il 2024.

In termini di origine/destinazione delle merci, a fronte di un calo nel periodo 2007-2024 del traffico internazionale, più marcato per le merci sbarcate (CAGR -1,25%), è invece aumentato il trasporto di cabotaggio (+6%). Con riferimento al traffico internazionale, tra il 2000 e il 2024, in media, le merci imbarcate hanno rappresentato il 26% del totale.

Riguardo alle modalità di condizionamento (Tav. B), la crescita maggiore nel periodo 2007-2024 è stata registrata dal trasporto su Ro-Ro (+38%), seguita da quello in contenitore (grazie anche alla componente di transhipment). Sono diminuite invece le rinfuse liquide (-19%) e solide (-37%), nonché la merce varia non unitizzata. Tali cali sono ascrivibili principalmente a una contrazione nell’approvvigionamento di prodotti energetici (petrolio e carbone) nonché di minerali metalliferi e materiali da costruzione.

Nel cabotaggio, tra il 2007 e il 2024, sono cresciute le merci in contenitore (CAGR 3,3%) e quelle su ro-ro (CAGR 1,7%). In calo invece le altre modalità di condizionamento. Con riferimento ai container in cabotaggio, è opportuno ricordare che la modalità hub & spoke fa computare lo stesso container (e la relativa merce), per tre volte all’interno del dato statistico complessivo, contribuendo a distorcere la percezione dell’importanza del traffico, ove non si valutino invece le performance del terminal in cui si effettua il transhipment.

Eurostat consente di fare una analisi di maggior dettaglio – intesa come la composizione dei prodotti principali o delle tipologie prevalenti – in relazione alle diverse modalità di condizionamento. Un focus per il 2024 mostra: rinfuse liquide (43% petrolio greggio, 40% petrolio raffinato, 7% gas liquefatto); rinfuse solide (21% prodotti agricoli, 18% minerale di ferro, 9% carbone); merci in container (44% in contenitori da 40’, 43% da 20’); merci su ro-ro (48% su veicoli non accompagnati, 43% su veicoli accompagnati), altre merci varie (41% prodotti metallurgici).

Sempre Eurostat riporta una contrazione per il primo trimestre 2025, rispetto ai Q1 del biennio precedente.

Nel periodo 2000-2024, il valore medio delle tonnellate movimentate nei porti italiani per abitante è stato di 8,2 tonnellate (9,2 nel 2007), con una popolazione residente che negli ultimi dieci anni è calata costantemente (-1,42 milioni di unità).

Secondo i dati elaborati dalla Banca d’Italia relativamente al commercio con l’estero via mare (Tav. C) – da non confondersi tuttavia con i movimenti portuali italiani – le uniche modalità di condizionamento in crescita nel periodo 2007-2024, per direzione, sono stati le merci in contenitore in importazione e quelle su ro-ro in esportazione. Nel 2024 le merci su ro-ro sono state quelle con il più alto valore unitario (€/tonnellata) sia in importazione che in esportazione.

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