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Così è stata soccorsa la Master Nasser dopo il blackout: l’intervento a cura di Dani Shipping

Batterie portate a bordo con mare formato, tecnico trasferito via battello, impianti ripristinati e rientro in autonomia verso La Spezia sotto scorta della Capitaneria

di Redazione SHIPPING ITALY
12 Gennaio 2026
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soccorso master nassar (1)

Quando il segnale d’allarme è arrivato, la nave cargo Master Nasser era completamente al buio. Niente energia, nessuna comunicazione, mare formato. A circa 15 miglia al largo di Viareggio, la nave da carico lunga 80 metri, in navigazione da La Spezia a Durazzo, si era fermata per un’avaria elettrica totale. Da quel momento è partita una corsa contro il tempo.

“In fase iniziale era a corrente zero. La priorità era portare a bordo batterie e ripristinare almeno un minimo di alimentazione”, raccontano i tecnici coinvolti nell’operazione. Il coordinamento è stato affidato alla Dani Shipping di Mario Tagliercio, con il supporto operativo di Dani Yachting e la regia di Karina Sushynska. L’intervento tecnico è stato eseguito dall’ingegner Roberto Sattanino, con il supporto subacqueo e logistico di Lenci Sub, guidata da Daniele Lenci.

Le operazioni di sicurezza e monitoraggio sono state coordinate dal Centro secondario di Soccorso Marittimo di Livorno, con il supporto del Centro operativo nazionale della Guardia Costiera. In via precauzionale era stato attivato anche un elicottero dalla base di Sarzana, mentre alcune navi mercantili presenti in zona erano state allertate per eventuale supporto.

Il trasferimento del tecnico a bordo non è stato immediato. Le condizioni del mare imponevano prudenza e sabato sera non è stato possibile raggiungere la nave. Le unità di soccorso sono arrivate solo nella mattinata di domenica. A occuparsene è stata la Capitaneria di Porto di Viareggio, che ha messo a disposizione il proprio battello, insieme a un’unità privata con il materiale tecnico. “Hanno seguito tutto in modo coordinato e prudente, perché il mare era ancora alto. Senza il loro supporto non sarebbe stato possibile operare in sicurezza” spiegano gli operatori.

La nave non aveva energia e non aveva più comunicazioni. Oltre alle batterie, è stato necessario trasportare apparati radio e materiali tecnici. Il carico è stato organizzato a terra e poi trasferito via mare, tramite un’unità con a bordo l’ingegner Satanini fino alla Master Nasser.

Una volta a bordo, è iniziata la parte più delicata: individuare il guasto e riportare in funzione l’impianto elettrico. Un blackout totale, in mare, significa avere ogni sistema fuori uso: dalla propulsione agli ausiliari, fino ai sistemi di sicurezza. L’intervento ha richiesto tempo e lavoro progressivo, ma alla fine i sistemi sono stati riattivati grazie alle abilità tecniche messe in campo.

Ripristinata l’energia, la nave è stata messa in condizione di navigare. Nel frattempo, la Guardia Costiera aveva continuato a monitorare costantemente l’unità, che nel periodo più critico era stata tenuta all’ancora a circa 5 miglia dalla costa, in una zona ritenuta più sicura.

Una volta conclusa l’assistenza, la Master Nasser ha ripreso la rotta verso La Spezia in autonomia, scortata dalla Capitaneria fino all’arrivo. In prossimità del porto, un battello di Dani Shipping ha recuperato l’ingegner Sattanino e lo ha riportato a terra. Tutte le dotazioni fornite dalla Guardia Costiera, radio e materiali, sono state restituite.

“In Capitaneria – spiega Karina Sushynska – ci hanno fatto i complimenti per come è stato gestito l’intervento. Abbiamo risolto un problema serio anche a loro”.

Dal punto di vista ambientale e umano, l’emergenza si è chiusa senza conseguenze: nessun ferito e nessuno sversamento in mare. La nave risultava già nota alle autorità. La Master Nasser era stata infatti controllata a La Spezia nell’ottobre 2025 e, in precedenza, al Pireo, dove erano state rilevate alcune carenze considerate temporaneamente tollerabili. In Italia, invece, l’unità era stata fermata e autorizzata a ripartire solo dopo la risoluzione delle deficienze.

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