Droni nel Mar Nero: colpite le navi Blue Bead e Freud dirette a Ravenna e Trieste
Nonostante i danni le unità restano in navigazione. La petroliera Freud è attesa a Trieste per il 20 gennaio, mentre la cargo Blue Bead fa rotta su Istanbul per riparazioni
Nel Mar Nero il conflitto in corso tra Russia e Ucraina torna a minacciare le rotte commerciali strategiche per l’Italia. Lunedì 13 gennaio due distinti attacchi tramite droni hanno coinvolto navi mercantili che avevano come destinazione finale i porti di Ravenna e Trieste. Sebbene gli incidenti siano avvenuti su fronti opposti – uno in acque ucraine, l’altro in acque russe – e con matrici differenti, entrambi impattano sulla sicurezza dei carichi destinati alla penisola.
L’analisi dei dati di tracciamento navale e le conferme armatoriali evidenziano che le due unità, seppure colpite, non hanno subito danni strutturali tali da comprometterne la navigazione e risultano attualmente in movimento.
La Blue Bead, general cargo di 170 metri battente bandiera di San Marino e gestita da armatori greci, trasportava 27.000 tonnellate di mais. La nave è stata colpita da un drone – identificato dalle autorità di Kiev come russo – mentre lasciava il porto ucraino di Chornomorsk a luci spente, in ottemperanza ai protocolli di sicurezza del corridoio marittimo. L’attacco ha lievemente danneggiato le strutture e causato il ferimento non grave di un marittimo. Secondo i dati di Marine Traffic, la nave ha lasciato l’area di pericolo e si trova ora nelle acque del Bosforo, diretta ai cantieri di Istanbul per le riparazioni e lo sbarco del ferito. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la nave non scalerà più Ravenna, hub storico per i traffici dal Mar Nero; fonti di settore indicano che, una volta ripristinata l’operatività, il carico potrebbe essere dirottato verso il terminal di Ortona. Il Segretario di Stato agli Esteri di San Marino, Luca Beccari, ha escluso un attacco mirato alla bandiera, propendendo per un atto indiscriminato contro la logistica alimentare.
Sul versante opposto, presso il terminal russo di Novorossiysk, è stata colpita la Freud. La petroliera si trovava in attesa di caricare greggio al terminal del Caspian Pipeline Consortium insieme a due altre unità. La nave (IMO 9804461), una petroliera da 157.485 tonnellate di portata lorda battente bandiera delle Isole Marshall e gestita dalla compagnia greca Tms Tankers, ha riportato danni limitati. L’operatività è infatti ripresa rapidamente: dai dati di posizionamento risulta che la Freud ha lasciato le acque russe ed è attualmente in navigazione nel Mediterraneo Orientale, con arrivo previsto a Trieste per il 20 gennaio.
La nave trasporta Cpc Blend, una miscela di greggio prevalentemente kazako fondamentale per alimentare l’oleodotto Transalpino che parte dal terminal Siot. Come riportano testate internazionali quali Bloomberg e Maritime Executive, il terminal Cpc sta operando a regime ridotto (circa 800-900mila barili al giorno contro i consueti 1,7 milioni) a causa di danni pregressi e manutenzioni in corso.
Gli eventi del 13 gennaio evidenziano che nel Mar Nero sono a rischio anche le unità battenti bandiere neutrali. Nonostante i danni materiali alle due navi siano stati limitati e abbiano permesso il proseguimento dei viaggi (anche se con variazioni di rotta per la Blue Bead), il mercato guarda con apprensione al probabile rialzo dei premi assicurativi War Risk per tutte le unità dirette verso gli hub italiani dell’Adriatico.
C.G.
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