Pressioni Usa sugli scanner cinesi Nuctech: ecco i 6 porti italiani nel bando delle Dogane
Washington chiede lo stop alle forniture per questioni di sicurezza, ma la determina fissava l’installazione entro marzo 2025 per non perdere i fondi Ue. Coinvolti Trieste, Venezia, Livorno, Civitavecchia, Palermo e Augusta

Secondo una notizia battuta dall’agenzia Bloomberg poche ore fa, gli Stati Uniti avrebbero chiesto al Governo italiano di annullare i contratti di fornitura con Nuctech, l’azienda statale cinese che ha vinto diverse gare per l’ammodernamento dei controlli doganali. La ragione, secondo Washington, riguarda l’uso di questi sistemi nei porti italiani – alcuni dei quali strategici per la Nato – che porrebbe rischi per la sicurezza dei dati.
L’Italia, a seguito di questa richiesta, deve gestire una situazione complessa dal lato amministrativo, dal momento che i contratti risultano già in fase avanzata e legati a scadenze europee stringenti, come confermano i documenti ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Oltre all’aspetto diplomatico, c’è l’aspetto operativo che riguarda direttamente gli scali nazionali: la determinazione dirigenziale del 17 settembre 2024 (Prot. n. 576434/Ru), riporta dove è previsto l’arrivo di queste macchine, il fornitore delle stesse, ovvero la società Nuctech Warsaw Company Limited. Le macchine, consistenti in 6 sistemi di scansione mobili su ruota, sono dotate di funzionalità autonoma e sala comando integrata, per il controllo radiografico di container e autotreni. Gli uffici doganali di destinazione indicati nel testo sono: Livorno, Civitavecchia, Palermo, Trieste, Venezia, Siracusa (sezione operativa territoriale di Augusta)
La commessa per questi sei scanner ha un valore di aggiudicazione di 11.280.000 euro (oltre Iva). Nuctech ha ottenuto l’appalto superando l’offerta della concorrente Smiths Detection Italia, grazie a un punteggio tecnico ed economico complessivo superiore.
Il Governo italiano ha segnalato agli Usa la difficoltà di bloccare tutto poiché la determina delle Dogane, evidenziava già a settembre la necessità di procedere con “urgenza” e tramite “esecuzione anticipata” del contratto, con l’installazione e la messa in funzione delle apparecchiature che ‘deve avvenire entro il 31 marzo 2025’. Il rispetto di questa data è posta come condizione necessaria per beneficiare del finanziamento messo a disposizione dalla Commissione Europea.
Al momento non ci sono conferme ufficiali sulla piena operatività dei mezzi in banchina, ma il blocco della fornitura, a questo punto dell’iter, esporrebbe l’amministrazione al rischio di perdere i fondi comunitari e ad eventuali contenziosi legali con l’azienda aggiudicataria.
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