Per Desmi nuovi traguardi nel navale e una commessa strategica per la difesa
Presentate le novità nel campo delle pompe criogeniche per i nuovi carburanti alternativi. Simone Carluccio, responsabile vendite del Sud Europa, racconta i risultati e le prospettive future

La Spezia – Desmi, storico costruttore danese di pompe e sistemi di gestione dei fluidi, conferma la propria crescita in Italia, dove è presente da cinque anni con risultati sempre più solidi. Al Seafuture, l’azienda ha tracciato un bilancio positivo della propria attività nel comparto navale e della difesa, settori in cui la specializzazione e la qualità del prodotto restano i principali punti di forza.
“Per quanto riguarda il mercato italiano – dice Simone Carluccio, responsabile vendite per il Sud Europa, a SHIPPING ITALY – abbiamo un volume d’affari intorno ai 3 milioni e mezzo di euro, un order book di quasi 10 milioni di euro, oltre al business indiretto derivante da armatori italiani che costruiscono in altri Paesi. Anche se non compete direttamente con noi, rappresenta comunque una parte significativa del giro d’affari complessivo”.
L’attività di Desmi copre praticamente ogni ambito dell’ingegneria di bordo. “Il nostro core business è storicamente il mondo navale – spiega Carluccio – che può essere commerciale, ma anche in nicchie più specifiche come la difesa o i superyacht. Siamo in grado di allestire l’intera sala macchine, coprendo tutti i servizi scafo e apparato motore necessari per la navigazione e per l’esercizio di una nave”.
Negli ultimi anni, Desmi ha concentrato parte dello sviluppo sulle pompe criogeniche, progettate per la gestione dei nuovi combustibili a basse emissioni come LNG, LPG e ammoniaca. “È un campo in cui abbiamo investito molto – sottolinea Carluccio – le pompe criogeniche rappresentano una risposta concreta alla transizione energetica in corso nel settore marittimo”.
Se si osserva la distribuzione del fatturato, la prevalenza del comparto marino resta netta. “A livello globale – dice Carluccio – la parte commerciale e marina pesa circa il 65% del nostro fatturato. Un altro 20-25% proviene dal settore difesa, che è in forte crescita grazie agli investimenti che molte marine stanno facendo in tutto il mondo. Il resto riguarda il segmento industriale, che per noi è distinto dal navale”.
Anche se nel bilancio complessivo la nautica da diporto rappresenta una quota più contenuta, in Italia mantiene un ruolo significativo. “La parte yachting è una nicchia importante per il mercato italiano – precisa Carluccio – ma a livello globale ha volumi più ridotti per la scala del nostro business complessivo”.
Un segnale forte arriva invece dal comparto difesa, dove l’azienda ha appena conquistato una commessa di alto profilo tecnico. “Abbiamo recentemente acquisito un progetto molto importante dal mercato italiano – racconta Carluccio – con specifiche stringenti in termini di caratteristiche magnetiche e vibrazioni. È una referenza di rilievo, un programma che coprirà cinque anni di lavoro. Per noi è un segnale molto positivo che conferma come stiamo procedendo nella direzione giusta”.
La presenza al Seafuture ha così offerto a Desmi l’occasione per ribadire il proprio ruolo nel mercato europeo delle pompe marine, puntando su innovazione, affidabilità e integrazione tecnologica. L’attenzione alle esigenze operative delle marine militari, unite alla continua evoluzione dei sistemi criogenici, disegna un percorso di crescita che parte dall’Italia ma guarda all’intero Mediterraneo.
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