Firmato da Gnv con Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti l’accordo per i marittimi ex-Cin
A valle del cambio di proprietà di Janas e di Athara e Moby Ale 2, non ci saranno licenziamenti collettivi e i lavoratori potranno passare alla compagnia di Msc mantenendo il turno ma perdendo l’anzianità

Dopo il passaggio del traghetto Janas a Grandi Navi Veloci, mediante noleggio dal nuovo proprietario Sas (come Gnv controllata dal gruppo Msc), la compagnia guidata da Matteo Catani ha sottoscritto un accordo con i sindacati confederali per disciplinare l’eventuale trasferimento di marittimi dalla Cin – Compagnia Italiana di Navigazione ex proprietaria della nave, anche in vista del possibile simile destino delle altre due unità rilevate contestualmente da Moby (Athara e Moby Ale 2).
Nessuna clausola sociale era infatti prevista dalla procedura ‘imposta’ dall’autorità Antitrust a valle del niet all’ingresso di Sas nel capitale di Moby-Cin al 49%, con la potenziale possibilità quindi di procedure di licenziamento collettivo. Che sono state scongiurate, col risultato però che Gnv ha potuto ottenere una condizione che sta facendo discutere fra i lavoratori marittimi: il non riconoscimento per tutte le tipologie contrattuali dell’anzianità di servizio maturata. Non l’unico passaggio dell’accordo, peraltro, in cui si rimarca la cesura netta col passato professionale di ogni marittimo e la piena distinzione, rispetto a Cin, dell’eventuale nuovo datore e del relativo rapporto di lavoro (un’attenzione legata anche al tema caldo delle possibili cause per ferie arretrate e altre spettanze, per cui i lavoratori dovranno rivolgersi comunque a Cin, a prescindere dal nuovo impiego in Gnv).
Per contro, con l’accordo firmato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Gnv propone ai lavoratori di Cin (solo marittimi, degli amministrativi non si è trattato) che risolveranno il rapporto con la società controllata da Moby, l’assunzione in Gnv con iscrizione in analogo turno esistente in Cin (Crl – Continuità di rapporto di lavoro, Tp – turno particolare o Tpr – turno particolare di riserva) e “grado di bordo compatibile con ultima posizione lavorativa consolidata”. Mentre per l’anzianità come detto si ripartirà da zero.
La proposta ha inoltre un termine (“validità temporale limitata che si chiuderà entro e non oltre il mese di maggio 2026”) e prevede che “il nuovo personale marittimo potrà essere impiegato su tutte le navi della flotta sociale gestite e armate dalla Gnv secondo le esigenze armatoriali”, mantenendo “efficacia, nell’ambito della finestra sopra determinata, anche a seguito dell’eventuale ingresso di ulteriori unità navali nella flotta Gnv e segnatamente per le motonavi Athara e Moby Ale 2”.
Dettagliatissimo (sei paragrafi), infine, il ‘tombale’ che l’accordo prevede che ogni lavoratore interessato sottoscriva, “rinunciando – è il passaggio finale – in modo pieno, definitivo e irrevocabile, ai sensi delle norme vigenti in materia, a ogni eventuale pretesa, azione o diritto nei confronti di Gnv connessi a fatti, atti o contratti di arruolamento/rapporti di lavoro nautico anteriori alla stipulazione del nuovo – ex novo – contratto di arruolamento con Gnv”.
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