I transiti di portacontainer via Suez crescono (61) insieme alle incertezze
Mentre si riaffaccia la minaccia degli Houthi, Linerlytica ha spiegato di attendersi comunque un calo dei noli nel medio periodo
Nelle due settimane terminate il 25 gennaio, il numero di navi transitate per il canale di Suez è salito a 61, marcando una netta progressione (+69%) sui 14 giorni precedenti. Lo segnala Drewry nel suo ultimo Red Sea Diversion Tracker aggiornato con cadenza quindicinale.
Nel dettaglio, nella sola settimana conclusasi il 25 gennaio, le portacontainer transitate per il canale sono state 29 (16 in direzione nord e 13 verso sud), ovvero circa il 15% del totale delle navi impegnate in viaggi tra Asia ed Europa (154 sono quelle transitate per il Capo di Buona Speranza). In quella precedente, i passaggi per il canale egiziano sono stati 31, ovvero il 16% circa del totale, considerando che al largo del Sudafrica ne sono transitate 157. Per entrambe, si tratta di numeri superiori rispetto a quelli registrati per la settimana terminata l’11 gennaio, quando i transiti per il canale – 26 in totale – avevano rappresentato circa il 12% di quelli complessivi (201 considerando le 175 per il Capo di Buona Speranza).
Rilevata la tendenza alla progressione, resta però ancora difficile capire come evolverà il quadro, considerando che Cma Cgm ha sospeso i piani per un ritorno ai transiti per Suez annunciati in precedenza mentre sembra essersi concretamente riaffacciata la minaccia di attacchi nel Mar Rosso da parte degli Houthi.
Sul social media X ha fatto la sua comparsa un video, pubblicato su X da profili collegati alla milizia nord yemenita, in cui viene riproposta la minaccia alle portacontainer (con le immagini di una nave in fiamme e l’indicazione che questi si verificheranno “presto”), in relazione a possibili azioni militari Usa contro l’Iran.
Yahya Saree, portavoce militare delle forze armate yemenite allineate con il movimento Houthi, in un video pubblicato sullo stesso social ha collegato esplicitamente il sostegno “al caro popolo yemenita” e a ogni “qualsiasi paese arabo o islamico che affronti l’aggressione sionista” all’aumento di una “probabilità di un attacco militare contro l’Iran”. Il riferimento è con ogni probabilità all’arrivo nell’area del gruppo d’attacco Usa che comprende la portaerei Usa Abraham Lincoln e tre navi da guerra.
Secondo Middle East Monitor, nei giorni scorsi la milizia nord yemenita avrebbe lanciato “almeno” tre missili dal governatorato di Taiz verso il Mar Rosso nell’ambito di alcune esercitazioni militari. Per il gruppo di analisi, questi preparativi indicherebbero che i leader Houthi hanno ricevuto istruzioni dalle Guardie della Rivoluzione iraniane affinché si tengano pronte a effettuare attacchi alle linee marittime attive nel Mar Rosso, nel mare Arabico e nello stretto di Bab al-Mandab.
Nonostante il riacutizzarsi delle minacce, Maersk, secondo quanto riferiva ieri la testata danese Shipping Watch, intende continuare però ad attenersi al suo programma di ritorno ai transiti via Suez delle navi impegnate nel servizio Mecl tra subcontinente indiano, Medio Oriente e costa orientale degli Stati Uniti.
In questo quadro, Linerlytica nel suo Market Pulse del 26 gennaio ha evidenziato che una eventuale escalation delle aggressioni in Medio Oriente potrà ritardare il ritorno a pieno regime dei passaggi nave per il Mar Rosso ma che questo “potrebbe non essere sufficiente” a fermare il declino dei noli. Un nuovo calo delle tariffe è atteso con l’arrivo delle festività tradizionali cinesi (dal Capodanno, che cadrà il 17 febbraio 2026, fino alla festa delle Lanterne, che si svolgerà il 3 marzo). In particolare i futures Scfis (relativi ai trasporti Asia Europa) per aprile 2026, nonostante una risalita durante la scorsa settimana, si collocano su valori inferiori del 35% rispetto a quelli spot più recenti, a indicare che gli operatori confidano in nuove discese dei livelli delle tariffe.
F.M.
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#Houthis’ “War Media” X account posted this video with the caption “coming soon.” Reports indicate the group has recently reinforced positions along the #RedSea, possibly in preparation to escalate. escalation.pic.twitter.com/akgY0fydSS
— Nadwa Dawsari (@Ndawsari) January 25, 2026
