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Aggiornato

Esposto all’Antitrust di un consorzio di autotrasportatori contro Caronte&Tourist

Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina si rivolge al garante segnalando che la compagnia risulta detenere mediante fiduciaria il 50% di Meridiano Lines

di Andrea Moizo
30 Gennaio 2026
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È arrivato recentemente sul tavolo dell’Autorità Antitrust un esposto che mette nel mirino la presunta gestione oligopolistica dei collegamenti marittimi sullo Stretto di Messina da parte del gruppo Caronte&Tourist.

A firmarlo è stato Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina, sottolineando un “dato di rilevante interesse pubblico: la società Meridiano Lines S.r.l. risulterebbe essere, nei fatti, una società controllata dal gruppo Caronte & Tourist S.p.A.”. Interesse che risiede nel fatto che quella che nel 2022 l’Antitrust delineò come una posizione dominante di Caronte&Tourist, sanzionandone il relativo abuso (il Tar confermò pochi mesi fa quel verdetto), sarebbe altro (peggio) in termini di concentrazione, dato che Meridiano Lines appare formalmente – come l’istruttoria Antitrust metteva nero su bianco – una società privata indipendente, cui fa capo (lo scrisse sempre il Garante) un 10-15% del mercato del traffico pesante sullo Stretto (la società opera la tratta Reggio Calabria – Tremestieri con 28 partenze al giorno feriale nelle due direzioni, con due bidirezionali, Giano e Ulisse, proprietà di Caronte&Tourist).

“Dall’analisi della documentazione societaria emerge un quadro che differisce significativamente dalla percezione pubblica di Meridiano Lines S.r.l. come operatore autonomo e concorrente. Nonostante le quote siano formalmente detenute da società fiduciarie, l’assetto decisionale e il controllo strategico risultano riconducibili ai medesimi soggetti del gruppo Caronte. Meridiano Lines S.r.l. opererebbe all’interno dello stesso perimetro economico del gruppo, condividendo servizi strategici quali la bigliettazione e, fattore ancora più rilevante, l’impiego delle unità navali. Tale schema societario delinea un sistema integralmente controllato, dove quella che appare come un’alternativa di mercato si rivela, nella sostanza, un’estensione del medesimo operatore dominante” afferma il Comitato, denunciando “questioni urgenti in merito alla trasparenza e alla tenuta del libero mercato nello Stretto di Messina”.

In effetti fra le partecipazioni dell’ultimo bilancio di Caronte&Tourist Spa, nella sezione delle società controllate, figura una “partecipazione tramite fiduciaria” del 50% relativa a una società che ha sede a Milano, come Meridiano Lines, e soprattutto la stessa partita Iva. Il capitale di Meridiano Lines è per il 10% della famiglia di imprenditori calabresi Diano (Santo Diano è il presidente del Cda), per il 40% della Aletti Fiduciaria e per il 50% appunto della Monte Paschi Fiduciaria (che detiene anche il 25% dell’elbana BN di Navigazione, quota che con gli stessi criteri risulta, fra le collegate, anch’essa nel bilancio di Caronte, pur essendo pacifica in questo caso la partecipazione della società alla compagine toscana, a differenza di quel che avviene nello Stretto).

“La sussistenza di un operatore unico ‘schermato’ sotto diverse sigle rischia di alterare le regole della concorrenza, a danno non solo degli autotrasportatori, ma di tutti i cittadini e delle imprese che dipendono quotidianamente dai collegamenti marittimi. L’accertamento di tali dinamiche non dovrebbe gravare su un’associazione di autotrasportatori, bensì sugli organismi istituzionali preposti al controllo. La scoperta di questo ‘legame’ è l’ennesima dimostrazione di una preoccupante ‘noncuranza’ all’interno di un contesto di mercato dove, data la scarsità di operatori, la vigilanza dovrebbe essere massima. Riteniamo deplorevole che, in un settore strategico per la continuità territoriale e i diritti delle imprese, la trasparenza debba essere sollecitata dal basso anziché garantita d’ufficio dalle autorità competenti. Su questi profili verranno attivate ulteriori iniziative pubbliche e istituzionali affinché venga fatta piena chiarezza sull’organizzazione reale del servizio di attraversamento dello Stretto di Messina” conclude il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina.

Questa invece la replica della società di navigazione nel mirino. “Meridiano Lines S.r.l. è da molti anni una società del Gruppo Caronte & Tourist, ma gestionalmente autonoma e dotata di una propria governance espressione dei soci fondatori della famiglia Diano” ha precisato in una nota Caronte&Tourist su Meridiano, che, secondo il gruppo delle famiglie Franza e Matacena, nasce per offrire “un servizio particolarmente conveniente anche dal punto di vista economico attraverso un’attenta ottimizzazione dei costi di gestione e con navi dedicate, seppur con una minore frequenza delle corse rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato, in linea con logiche ampiamente consolidate nel settore dei trasporti”.

“Tale assetto è trasparente e pienamente noto a tutti gli organismi di controllo competenti” prosegue la nota (l’Antitrust nella summenzionata procedura aveva rilevato il contrario), “ed è coerente, ad esempio, con i modelli adottati con successo da compagnie ‘low cost’, in particolare — per citare il settore dove tale dinamica è conosciuta ai più — nel trasporto aereo. In numerosi casi, infatti, compagnie storiche operano attraverso società giuridicamente e operativamente distinte, e non come semplici brand commerciali interni alla struttura operativa principale. Alla luce di quanto sopra, gli incomprensibili e infondati rilievi diffusi dal Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina non trovano riscontro nei fatti, né sotto il profilo societario né sotto quello operativo di Meridiano Lines”.

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