Ferrobonus portuale esteso per 5 anni, via libera dal Decreto Milleproroghe
La misura, a sostegno delle operazioni di manovra negli scali, prevede che ogni AdSP possa erogare contributi fino a 500mila euro l’anno

Il ‘ferrobonus portuale’ diventerà strutturale. La Commissione Bilancio della Camera, secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY, ha infatti approvato ieri un emendamento al Decreto Milleproroghe (all’anagrafe il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200) che sposta alla data del 31 dicembre 2030 la validità del contributo, che punta a sostenere lo svolgimento delle manovre ferroviarie merci nei porti e che era stato incluso nella legge di Bilancio 2025, su proposta di Fermerci, a valere fino al dicembre 2026. L’iter prevede adesso il voto di fiducia al decreto il 19 febbraio; il testo passerà poi al Senato per la conversione che dovrà avvenire entro il 1° marzo.
Da ricordare che la misura italiana – primo del suo genere – aveva ricevuto il mese scorso il benestare della Commissione Europea, che già lo aveva autorizzato per un massimo di 5 anni ovvero appunto fino al 2030.
Come già emerso, il sostegno – fortemente voluto da Fermerci – prevede più precisamente una riduzione delle tariffe per gli operatori del trasporto ferroviario merci e i loro clienti.
Potrà essere erogato, facoltativamente, dalle Autorità di Sistema Portuale fino a un massimo di 500.000 euro ciascuna per anno (indipendentemente dal numero di scali gestiti), per un totale di 6 milioni di euro l’anno e quindi di 30 milioni complessivi nel periodo di riferimento di autorizzazione. Il contributo è rivolto agli operatori di manovra, che dovranno ribaltare alle imprese ferroviarie il 50% dello stesso, appunto seguendo il modello già in essere con il Ferrobonus. Nel dettaglio, il sostegno sarà calcolato per ogni singolo treno, sulla base dei costi effettivi e documentati del servizio di manovra per ogni convoglio.
Secondo le stime sottoposte alla Commissione Europea, il costo di manovra sostenuto per ogni treno dalle imprese ferroviarie italiane è in media di 793 euro per un convoglio di 480 metri. La riduzione del volume del traffico ferroviario merci, che si sta osservando anche nei porti, sta generando ulteriori incrementi delle tariffe, dato che chi svolge servizi di manovra deve ripartire i costi fissi elevati necessari per espletarli su un numero più ristretto di convogli.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI




