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Sindacati: sicurezza da migliorare su banchine e strade del porto di Genova

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiederanno un confronto ad Adsp e al Comitato di igiene e sicurezza dopo i rilievi sollevati dagli Rls

di Redazione SHIPPING ITALY
14 Marzo 2026
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Numerose le criticità in materia di sicurezza che i sindacati confederali porteranno all’attenzione dell’Autorità di sistema portuale di Genova.

Lo ha segnalato una nota congiunta di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti a valle di una riunione fra Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dello scalo con le segreterie sindacali: “È emerso con chiarezza un quadro di criticità che richiede attenzione e interventi concreti al fine di rafforzare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno del porto. Per individuare “soluzioni concrete” le segreterie chiederanno “un incontro urgente all’Adsp e la convocazione di una seduta del Comitato igiene e sicurezza del porto di Genova”.

In cima alla lista delle preoccupazioni, i numerosi lavori in corso nello scalo: “Il porto di Genova è interessato da numerosi cantieri strategici, dalla nuova diga foranea al tunnel sub-portuale, fino agli interventi sulla sopraelevata portuale, che aggravano ulteriormente una situazione già da tempo presente e che genera pesanti ricadute sulla viabilità interna e sulle condizioni di sicurezza, come da tempo denunciamo. Per non parlare di una carenza assoluta di vie di camminamento pedonali adeguate e sicure. I problemi determinati dai cantieri si sommano con la mancanza di ‘aree buffer’ all’esterno della cinta portuale per gli autotrasportatori e il parcheggio indiscriminato e disordinato di camion e semirimorchi all’interno del porto che contribuiscono, in maniera significativa, a lunghe code di mezzi pesanti che creano notevoli disagi ai lavoratori per raggiungere il posto di lavoro e, cosa ancora più grave, ostacolano il passaggio dei mezzi di soccorso”.

Anche la gestione delle emergenze ha mostrato diverse criticità. “Abbiamo registrato il mancato rispetto delle procedure previste in alcuni interventi effettuati dal 118. Queste carenze, avvenute in concomitanza con il congestionamento del traffico all’interno del porto, hanno causato ritardi e problemi ai mezzi di soccorso. Pertanto sarà necessaria una verifica, con tutti i soggetti istituzionali competenti in materia, della procedura d’emergenza prevista per il porto. Ancora ad oggi nel porto di Genova manca un presidio medico interno che potrebbe rappresentare un ausilio importante anche in ottica di una conoscenza di un’area complessità e ad alto rischio come quella del porto. Sempre sul tema delle emergenze l’assemblea ha avanzato alcune precise richieste: rendere obbligatoria l’installazione di defibrillatori in tutte le aziende operanti in porto e nelle aree comuni gestite dall’Autorità di Sistema Portuale, garantendone una distribuzione capillare e facilmente accessibile. Allo stesso modo bisognerebbe far sì che aziende effettuino la formazione Blsd (supporto vitale di base e defibrillazione) così come quella per la gestione delle emorragie massive, con la presenza di tourniquet accanto ai defibrillatori”.

Da ultimo “gli Rls di sito hanno evidenziato la necessità di una maggiore agibilità operativa per poter intervenire tempestivamente e quindi poter accedere con maggiore facilità all’interno dei terminal in caso di segnalazioni di rischio. Così come sarebbe importante un aumento delle ore dedicate a questa attività, per garantire una presenza effettiva visto che il porto lavora 24 ore su 24. A questo si aggiunge il problema della carenza di personale degli ispettori dell’Autorità di Sistema Portuale, che rende difficili le attività di prevenzione, controllo e intervento e limita anche l’operatività degli stessi Rls di sito.  Inoltre è necessario rafforzare con decisione la formazione sulla sicurezza, valorizzare il ruolo degli Rls aziendali e rafforzare la collaborazione con gli Rls di sito, anche attraverso la segnalazione sistematica di infortuni e ‘near miss’, con l’obiettivo di agire in termini preventivi e ridurre i rischi”.

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