Interminal: “Nella nuova istanza di concessione non ci sono rifiuti e petcoke a Gaeta”
Potrebbe avvicinarsi l’accordo per la spartizione delle aree in piazzale fra l’azienda guidata dalla famiglia Di Sarno e il gruppo Steinweg – Gmt ma c’è chi solleva un timore di posizione dominante
L’assegnazione (spartizione) delle aree in concessione al porto di Gaeta entra nella sua fase finale.
Da circa tre anni almeno due imprese portuali, la locale Interminal e il gruppo Steinweg – Gmt, si sono fatte avanti con apposite istanze per ottenere più metri quadrati possibili nello scalo laziale ma fino ad oggi non è stata ancora trovata una quadra con l’Autorità di sistema portuale laziale. I tempi, ora, sembrano però maturi per arrivare a una soluzione con il nuovo presidente Raffaele Latrofa.
La puntata precedente, datata febbraio scorso, aveva visto la port authority chiedere alle due aziende di riformulare le proprie istanze per evitare che una delle due potesse essere esclusa; Interminal aveva chiesto un’area di oltre 43.000 mq per trent’anni, Steinweg – Gmt per 15 anni oltre 34.500 mq.
La stampa locale nei giorni scorsi ha rivelato che si sarebbe giunti a una “definitiva proposta di spartizione dei piazzali di stoccaggio merci all’interno del porto commerciale di Gaeta elaborata dai dirigenti Marini e Matteuzzi, dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale”. La novità sarebbe rappresentata in particolare dal fatto che l’azienda della famiglia Di Sarno prevedrebbe la realizzazione di 6 silos metallici alti 16 metri e di 10,5 metri di diametro; un capannone che sorgerà al centro del piazzale del porto con una tettoia chiusa perimetralmente da paratie autostabili in calcestruzzo. Un investimento di 40 milioni di euro per stoccare e movimentare traffici di rinfuse ma anche cellulosa e altri derivati del legno, biomasse legnose, cemento, materie prime per l’industria di ceramiche e vetreria, prodotti in silos, macchinarie pezzi speciali. Per cercare di spegnere le polemiche emerse negli ultimi giorni da Interminal sottolineano a SHIPPING ITALY che “non sono previste dalla nuova istanza movimentazioni di petcoke e rifiuti”, mercologie che fino ad oggi l’azienda ha trattato in porto e che, almeno in parte residuale, potrebbe proseguire a transitare per le banchine di Gaeta anche in futuro.
In termini quantitativi, la società della famiglia Di Sarno prevede una movimentazione annua media (con sviluppo crescente lungo il periodo della concessione) di ulteriori 1,375 milioni di tonnellate di merci varie, oltre a circa 4.900 ‘pezzi’ di traffico ro-ro e circa 36mila Teu. Gli investimenti ammontano a quasi 32 milioni di euro, la ricaduta occupazionale a 10 assunzioni a tempo indeterminato oltre a circa 3 Ula di articolo 17. Il Van (Valore attuale netto) è di quasi 460mila euro, mentre il tasso interno di rendimento e il Wacc si attestano rispettivamente al 7,72% e al 7,50%.
Per Steinweg-Gmt, che oggi a Gaeta “movimenta esclusivamente alluminio in colli (placche, lingotti, billette, ecc.)”, nell’istanza di concessione si prevede anche “la movimentazione di ulteriori metalli ferrosi e non, ferroleghe, acciai, forestali e merce varia ed impiantistica, sia in colli che in container”. Il piano presentato dal terminalista prevede infatti di “passare dalle 60mila tonnellate annue del primo anno della nuova concessione a quasi 135mila dell’ultimo, con una media di 105mila”. Gli investimenti prospettati valgono 4,3 milioni di euro, il Van supera i 460mila euro, Tir e Wacc rispettivamente 9,99% e 8,14%, gli occupati indeterminati addizionali sarebbero 5 oltre a 2,1 Ula. Negli ultimi due anni Steinweg – Gmt è passata già da una movimentazione annuale di circa 80mila tonnellate (2024) a oltre 100mila tonnellate (nel 2025).
Dopo il prossimo Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale laziale (il primo con i componenti al completo e durante il quale sarà annunciata la nomina di Fabrizio Urbani a segretario generale) potrebbe definitivamente chiarirsi l’assetto futuro del porto di Gaeta e dei suoi nuovi concessionari.
In porto a Gaeta c’è chi, però, non vede di buon occhio quello che considera il rischio di garantire “una posizione dominante” a Interminal se le fosse assegnata in concessione per 30 anni “la maggioranza delle aree portuali, la totalità di quelle di maggior pregio con accesso diretto alle principali banchine e accosti” e per questo ha messo nero su bianco il proprio disappunto inviando un’apposita missiva alle autorità locali.
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