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Dalle crociere 346 Mln su Genova e Savona ma è battaglia sui 3 euro di addizionale comunale

Il contributo occupazionale diretto è stimato in circa 2.700 addetti lungo la filiera crocieristica

di redazione SHIPPING ITALY
30 Marzo 2026
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Genova – Il valore e l’indotto economico diretto generato dalle crociere nei porti di Genova e Savona risulta complessivamente pari a 346 milioni di euro annui ma politica locale e l’associazione delle compagnie di navigazione ancora si scontrano sull’addizionale comunale da 3 euro per passeggero imbarcato (contro la quale Assarmatori ha presentato ricorso al Tar). Questo ciò che è emerso nel capoluogo ligure durante il workshop dedicato al valore dell’industria crocieristica, promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per analizzare il ruolo del comparto nei porti di Genova e Savona e le sue ricadute economiche, occupazionali e industriali sul territorio. L’obiettivo dello studio, commissionato dalla port authority presieduta da Matteo Paroli, era proprio quello di dimostrare quale sia la ricchezza generata dalle crociere per i porti che accolgono le navi bianche.

La “Indagine sulla sostenibilità del settore crocieristico nei porti di Genova e Savona”, condotto da Pts con il coordinamento scientifico del prof. Oliviero Baccelli, evidenzia che nel 2025 il comparto ha generato nei porti di Genova e Savona un impatto economico diretto complessivo pari a 346 milioni di euro, di cui 255 milioni (73%) riconducibili alle attività di home port. Il valore deriva dalla combinazione della spesa dei passeggeri, pari a 157 milioni di euro, e della spesa delle compagnie, che raggiunge 189 milioni di euro, a cui si aggiunge un contributo occupazionale diretto stimato in circa 2.700 addetti lungo la filiera crocieristica.

I dati evidenziano come le attività di home port rappresentino la componente a maggiore valore aggiunto del comparto, in quanto associate a una permanenza più lunga dei passeggeri e a una maggiore attivazione di servizi sul territorio. In questo quadro, i due scali presentano modelli tra loro complementari: Savona registra una prevalenza di traffico home port (53%), mentre Genova concentra una quota più elevata di passeggeri in transito (60%). Per quanto riguarda la spesa dei passeggeri, lo studio rileva un valore complessivo pari a 100 milioni di euro a Genova e 57,3 milioni di euro a Savona. La spesa media dei passeggeri home port si attesta a 90,7 euro per l’homeport e 44,3 euro per i passeggeri in transito. La spesa delle compagnie crocieristiche ammonta complessivamente a 189 milioni di euro, di cui oltre 134 milioni a Genova e 55 milioni a Savona, con oltre l’80% legato a funzioni di home port, tra cui servizi tecnico-nautici, terminalistici, sicurezza, gestione dei rifiuti e approvvigionamenti. Un dato che conferma come il crocierismo rappresenti oggi anche una componente industriale rilevante del sistema portuale.

Accanto agli impatti economici e occupazionali, il comparto si distingue per il ruolo di primo piano nei processi di innovazione e sostenibilità. La diffusione del Gnl e delle motorizzazioni alternative (oltre il 60% delle nuove navi), lo sviluppo di metanolo, biofuel e carburanti sintetici, insieme all’implementazione del cold ironing, confermano il crocierismo come uno dei principali laboratori della transizione energetica del trasporto marittimo.

Tra i messaggi chiave emersi dall’indagine, il forte sviluppo ancora possibile del settore che di conseguenza richiede strategie mirate di accompagnamento alla sua crescita. Nei prossimi nove anni sono 77 le navi in ordine ai cantieri, per 200 mila nuovi posti letto in arrivo sul mercato. La conseguente richiesta di servizi sarà sempre più complessa, come confermato da Clia, e diversificata ricadendo anche sui servizi di approvvigionamento. Lo studio, infine, segnala come lo sviluppo del settore generi ulteriore opportunità per il cluster della cantieristica che a Genova ha un polo di rilievo nazionale e internazionale sia per le nuove costruzioni che per le riparazioni e il refit.

Il confronto non poteva però non affrontare anche il tema dell’addizionale di 3 euro per passeggero imbarcato introdotta dal Comune di Genova e osteggiata dalle compagnie di navigazione insieme alla Regione Liguria e alla stessa Autorità di sistema portuale. Il governatore regionale Marco Bucci sulla questione ha spiegato che in effetti fu lui nel 2022 da sindaco di Genova a concordare con il Ministero dell’interno l’introduzione di un aumento dell’Irpef e l’applicazione dell’addizionale sui passeggeri delle navi per incassare 25 milioni a fronte di un trasferimento immediato di 50 milioni” da Roma per sanare i debiti delle casse municipali. “Nel giro di due anni con gli introiti Irpef abbiamo raggiunto 50 milioni, quindi il patto è stato ampiamente rispettato e più si va avanti e più sarà rispettato. Quindi ha poco senso ora penalizzare qualcuno che viene qui a fare un certo tipo di lavoro con noi e soprattutto può dare un risultato assolutamente negativo: far dire alle compagnie ‘allora andiamo a Civitavecchia o da qualche altra parte’.”

Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, ha parlato di “sviluppo equilibrato e sostenibile che generi non solo ricadute economiche, ma che abbia forte impatto sulla qualità della vita e sull’ambiente, elementi importanti per fare crescere l’attrattività delle città portuali, in chiave crocieristica, e Genova su tutte”. Nel merito delle parole pronunciate da Bucci, il vicesindaco Terrile a margine ha prontamente replicato dicendo: “Se la situazione era già risolta, come è possibile che la delibera di giunta con la sovrattassa l’abbia portata la giunta Piciocchi, a gennaio 2025? Per il resto siamo d’accordo, è una norma molto difficile da applicare, mancando una cornice nazionale. Aspettiamo il pronunciamento della giustizia amministrativa”.

Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, ha aperto i lavori prefigurano per i porti di Genova e Savona “una crescita costante nel prossimo decennio arrivando a ipotizzare un altro milione di passeggeri aggiuntivo in transito fino al 2040, con un +2,6% annuo di crescita attesa”.

N.C.

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