Paroli: “Nel prossimo Prp di Genova più attenzione alle autostrade del mare”
Il presidente dell’Adsp preferirebbe (se necessario) più attacchi a mezzo stampa e meno ricorsi al Tar per non rallentare il futuro ridisegno dello scalo

Genova – Fra le varie attività che animano l’economia portuale a Genova e Savona, le autostrade del mare saranno certamente il segmento d’attività meritevole di particolare attenzione e spazi nel prossimo Piano regolatore portuale. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli, intervenendo all’evento “Genova e Liguria capitali dell’economia del mare 2026 – il motore blu della crescita economica ed occupazionale” organizzato da Confindustria a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova.
Tracciando le priorità strategiche per il futuro dei porti liguri e rispondendo ai desiderata del mondo confindustriale (in sala rappresentato soprattutto da cantieri navali e terminal portuali), il vertice della port authority ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema logistico integrato dedicando però particolare attenzione al trasporto via mare ro-ro. “Genova non ha saputo dare adeguato spazio finora alle autostrade del mare”, un business secondo Paroli già sviluppato a Genova e Savona ma “fino ad oggi in maniera non sufficiente”.
“Abbiamo margini di crescita importanti nel traffico dei rotabili: svilupparlo significa alleggerire la rete terrestre e migliorare l’efficienza complessiva del sistema” ha detto l’inquilino di Palazzo San Giorgio, richiamando l’esempio di “altri porti (fra cui Livorno)” che “hanno saputo cogliere l’occasione delle autostrade del mare. Il prossimo Piano regolatore portuale su questo sarà chiamato a un’importante riflessione”. Non più, dunque, attenzione solo a container, rinfuse e prodotti energetici, ma più spazio ai traghetti, come d’altronde lascia chiaramente intendere l’intenzione futura dell’Adsp, confermata da Psa, di destinare spazi a Calata Sanità (dove ora opera il terminal container Sech) alle autostrade del mare (con Grimaldi spettatore interessato in prima fila).
Nessuna parola sullo sviluppo futuro della cantieristica navale e dei container come qualcuno presente in sala si aspettava (e sperava).
Il suo presidente ha ribadito l’impegno dell’Autorità portuale ad affrontare le criticità legate all’impatto del porto sulla città, in particolare sul fronte della qualità della vita come nel recente caso dei depositi chimici: “Lo sviluppo portuale deve essere compatibile con le esigenze dei cittadini. Anche in riferimento a specifiche tipologie di traffici portuali siamo pronti a supportare le istituzioni territoriali per arrivare a decisioni finali condivise ed efficaci”.
Tutto questo se “nessuno si divertirà a metter un po’ di sabbia negli ingranaggi”. Un passaggio rilevante del suo discorso Paroli lo ha infatti dedicato ai tempi decisionali e al rischio di rallentamenti amministrativi, con un richiamo alla responsabilità di tutti gli attori coinvolti nei processi di pianificazione. “Preferisco un articolo di stampa a un ricorso amministrativo” ha spiegato, “perché il primo mi consente di interloquire mentre il secondo bloccherebbe un’operazione già di per sé complessa e non consente di trovare una sintesi. Non apprezzerei trovarmi ricorsi con un effetto puramente dilatorio per i tempi. Stare fermi comporta perdere traffici; nel mondo della logistica il tempo perso equivale a una sconfitta”.
Il presidente dell’Adsp ha richiamato anche le dinamiche globali e il rischio di marginalizzazione del Mediterraneo nei grandi flussi commerciali: “Dobbiamo evitare – ha sottolineato – che i traffici si spostino stabilmente verso i porti del Nord Europa o del Nord Africa. La competitività del nostro sistema si gioca oggi sulla capacità di essere efficienti e tempestivi”.
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