La spezzina Jobson passa a Msc. Bardi: “Potenzieremo strutture e presenza nel mondo”
La società spezzina attiva come officina nel settore navalmeccanico e industriale ha in programma anche di acquisire un bacino di carenaggio per migliorare i propri margini di guadagno
“Siamo ben contenti di entare a far parte della famiglia Msc, con cui condividiamo valori e filosofia”. Con queste parole Alessandro Bardi, amministratore delegato di Jobson Italia, conferma e commneta a SHIPPING ITALY il passaggio della sua azienda al gruppo svizzero controllato dalla famiglia Aponte. La notizia del passaggio è stata annunciata dalla stessa Msc attraverso il proprio giornale Il Secolo XIX.
“Le linee strategiche che abbiamo condiviso sono quelle di continuare a operare per il settore navale senza variare la nostra missione aziendale” precisa Bardi, che preferisce non fornire elementi precisi sul valore e sui dettagli dell’operazione. Secondo fonti vicine al gruppo armatoriale ginevrino gli attuali due soci, ovvero lo stesso Bardi e Giuliano Allegri (tramite la Asso Maritime SA), rimarranno nel capitale con una quota di minoranza e continueranno a guidare operativamente l’azienda che opera come officina meccanica nel settore navalmeccanico e nel refitting navale.
Gli obiettivi per il futuro sono ambiziosi: “Il progetto futuro è quello di potenziare le strutture e la presenza nel mondo di Jobson grazie anche al lavoro che arriverà del Gruppo Msc e da quello che continueremo a fare rispetto a oggi”.
In attesa di potere conoscere i numeri del 2025, il bilancio ordinario d’esercizio di Jobson Italia rivela che nel 2024 l’azienda spezzina (oltre 230 addetti) ha raggiunto un volume d’affari salito a 113 milioni di euro (dai 74 milioni dell’anno precedente), con un margine operativo positivo per 7 milioni e un risulttao netto in utile di 3 milioni di euro (in salita anch’esso rispetto ai 2 milioni del 2023). Oltre che in Italia Jobson presente e attiva tramite sue controllate anche a Singapore (Jobson Asia), in Estremo Oriente (Jobson Far Est), in Marocco (Jobson Marocco Sarl), in Spagna (Jobson Iberia), in Belgio (Jobson benelux), in Turchia (Jobson Turkey), negli Stati Uniti (Jobson Usa, l’ultima filiale costituita proprio nel 2024) ed è attiva anche nel settore ferroviario attraverso la società italiana Jobson Rail Srl. Quest’ultima risulta evidentemente complementare alla Innoway Trieste, società anch’essa parte del Gruppo Msc e attiva nella realizzazione di carri ferroviari merci.
Oltre a ciò sono state recentemente costituite altre 7 startup: Jobson Med, Jobson Academy, Jobson Maritime Uae, Jobson Spain, jobson Adriatic, Salam Jobson Qatar e Jobson Korea. Queste società “si pongono – è scritto nel bilancio – quali elementi atti alla captazione di ulteriori commesse con armatori locali, tese anche alla collaborazione con produttori istituzionali di ricambi e macchinari di rilevanza.
A proposito di penetrazione di mercato Jobson eidenzia una “fidelizzazione dei rapporti di partnership con Grimaldi, Corsica Ferries, Gruppo Msc, Gnv, Moby, Hapag Lloyd e Saipem” fra gli altri.
Nel bilancio 2024 si legge inoltre che “il primario scopo che si infutura nel prossimo periodo riguarda la captazione di un’area portuale e, soprattutto, l’acquisizione di un bacino di carenaggio: tle incremento porterebbe alla riduzione del 45% dei costi per servizi resi da terzi, rendendo la marginalità operativa in una posizione di crescita esponenziale”. Chissà che questo progetto non si concretizzi proprio con l’atteso investimento di Msc in un nuovo bacino di carenaggio al porto di Gioia Tauro.
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