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L’Adsp sarda ripristina i fondali di Olbia per la stagione crocieristica

L’intervento manutentivo di MG Sub Service consentirà la navigabilità, in attesa di rilanciare il progetto di dragaggio, in dialogo con Mic e Mase (che un anno fa lo bloccarono alla Via)

di Nicola Capuzzo
6 Maggio 2026
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Non ancora impugnata, a pochi giorni dalla scadenza del termine, la sentenza del Tar che ne ha bocciato il ricorso contro gli atti del Ministero dell’ambiente (e soprattutto del Ministero della Cultura) da cui è scaturito lo stop al progetto di dragaggio dei fondali del porto di Olbia, l’Autorità del Mar di Sardegna ha reso noto di aver avviato alcuni lavori “per il ripristino, in chiave ultratecnologica, della profondità della canaletta necessaria a fare entrare in sicurezza, nello scalo dell’Isola Bianca, le grandi navi da crociera previste in calendario”.

L’ente ha spiegato che “le operazioni sono state affidate ad una delle Crane Ship più avanzate attualmente operative nel settore del marine engineering europeo, la olandese Hebo Lift II. Un’imbarcazione specializzata che rappresenta lo stato dell’arte nel complesso settore del marine dredging e del sollevamento subacqueo. Si tratta letteralmente di una nave gru, equipaggiata con sistemi di posizionamento dinamico ad alta precisione che consentono l’operatività in mezzo al mare senza necessità di ancoraggi fissi e, quindi, la possibilità di ridurre al minimo i tempi necessari agli spostamenti dall’area di lavorazione per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto. La Hebo Lift II è dotata, inoltre, di una gru ad elevata capacità di sollevamento, fondamentale per la movimentazione di grandi accumuli sabbiosi ottimizzando ulteriormente le tempistiche consentite dalle finestre temporali scandite dal traffico portuale”.

Scopo dell’intervento, che sarà condotto secondo un piano di lavoro rigoroso ed elaborato sulla base di rilievi batimetrici preliminari, è il “ripristino delle quote di fondale indispensabili a garantire la perfetta navigabilità nel canale di accesso delle navi da crociera di grandi dimensioni previste nel nutrito calendario 2026 del porto dell’Isola Bianca. Profondità, quelle del bacino olbiese, continuamente modificate dai naturali processi di sedimentazione legati alle correnti marine, agli apporti fluviali e, soprattutto, agli oltre 5 mila movimenti nave all’anno. Fenomeni che, insieme, determinano un continuo innalzamento del fondale in specifici tratti centrali del canale di accesso, dove si generano delle dune artificiali di sabbia (shallow spots)”.

Al termine delle operazioni, previste entro la metà del mese, si procederà con nuovi controlli batimetrici, che certificheranno il ripristino delle quote originarie, e con la comunicazione delle nuove quote alle compagnie crocieristiche. “Questo intervento è fondamentale per conferire maggiore competitività al porto di Olbia nel mercato delle crociere, ma anche per assicurare ottime performance in previsione dell’imminente stagione turistica. È un’operazione che, considerata la morfologia del golfo, sarà ripetuta annualmente e, proprio grazie all’impiego delle tecnologie all’avanguardia di cui sono dotate unità come la Hebo Lift II, potremo garantire standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e operatività di assoluta eccellenza, ottenendo massimi risultati grazie anche ai tempi estremamente ridotti per gli spostamenti del mezzo dall’area di lavorazione in occasione dell’ingresso e dell’uscita delle navi dal porto” ha spiegato Domenico Bagalà, presidente dell’Adsp.

A SHIPPING ITALY l’Adsp sarda ha chiarito che l’affidamento da circa 350mila euro alla olbiese MG Sub Service è una sorta di ‘ponte’ in vista della ripresa del progetto di dragaggio vero e proprio dello scalo, ‘bloccato’ alla Via: “L’intervento, di fatto uno spostamento degli accumuli, ci consentirà di ripristinare le profondità ottimali per un periodo di significativa durata. Nel frattempo non impugneremo la sentenza del Tar, credo sia più utile discutere con Mase e Mic dei correttivi che consentano di proseguire con un progetto che in larga parte è stato validato” ha concluso Bagalà.

A.M.

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