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Navi

One ordina ai cantieri coreani Hyundai 6 portacontainer da 16.000 Teu

La compagnia giapponese firma per le nuove navi una commessa da 1,2 miliardi di dollari

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
11 Maggio 2026
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OCEAN-NETWORK-EXPRESS-780×470

Il mercato delle nuove costruzioni delle navi commerciali è diventato selettivo con armatori che investono solo in tecnologie in grado di garantire la rispondenza alle normative sulla decarbonizzazione per i prossimi 20 anni.

Questa tendenza, che unisce la prudenza strategica alla necessità della transizione ecologica, è confermata dalla notizia odierna dell’acquisto di sei navi da 15.900 Teu da parte della compagnia singaporiana One (Ocean Network Express). L’intenzione iniziale, come riportato da splash247.com, prevedeva in realtà un ordine molto più importante di 22 navi per un importo superiore ai 4 miliardi di dollari presso la coreana Hd Hyundai Heavy Industries. La firma per ‘sole’ sei unità indica che, nonostante il desiderio di crescere, l’incertezza sui noli e l’attuale situazione geopolitica stiano condizionando gli armatori dirigendoli verso soluzioni più ponderate.

Più precisamente, Hd Korea Shipbuilding & Offshore Engineering ha annunciato l’accordo la scorsa settimana, di un contratto che riguarda sei portacontainer dual-fuel alimentate a Gnl da 15.900 Teu. Le unità hanno un prezzo di circa 203,5 milioni di dollari ciascuna, per un investimento complessivo di 1,22 miliardi di dollari. Le navi verranno consegnate tra novembre 2028 e settembre 2029, andando ad integrare la flotta green di One.

Negli ultimi tre anni, la compagnia si è dimostrata tra le più attive nel mercato dual-fuel, avendo commissionato oltre 30 unità di questo tipo presso cantieri cinesi e sudcoreani. La strategia del gruppo è diversificata: da un lato le navi da 13.000 Teu (e superiori) alimentate a metanolo ordinate presso Jiangnan Shipyard e Yangzijiang Shipbuilding; dall’altro la serie di unità da oltre 15.000 Teu alimentate a Gnl affidate a Hd Hyundai.

Il costo di circa 203,5 milioni di dollari per singola nave rappresenta una cifra molto elevata — sensibilmente superiore a quella di una nave tradizionale della stessa taglia — e sottolinea quanto pesi l’investimento nelle tecnologie a basso impatto ambientale. One si dichiara però disposta a pagare questo sovrapprezzo per non farsi trovare impreparata di fronte alle normative ambientali del futuro.

L’operazione arriva in un momento di transizione interna: Jeremy Nixon, storico amministratore delegato di One, lascerà la guida tra meno di due mesi. Questo ordine da 1,2 miliardi rappresenta probabilmente uno degli ultimi grandi atti della sua gestione. Sarà Till Ole Barrelet a succedergli al vertice della compagnia, attualmente al sesto posto nel ranking mondiale dei vettori di container (Alphaliner).

La compagnia Ocean Network Express, fondata nel 2017 dall’integrazione delle attività di linea delle giapponesi “K” Line, Mol e Nyk, opera oggi con una flotta in fase di modernizzazione avanzata e una capacità complessiva che supera i 2 milioni di Teu.

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