L’aumento di costi per il molo crociere a Spezia costringe l’Adsp a rivedere alcune opere (anche a Carrara)
L’imprevista spesa di 15 milioni legata al nuovo approdo passeggeri ha indotto l’ente a rimodulare le risorse e rinviare di un anno il prolungamento della banchina Taliercio

Il prolungamento della banchina Taliercio di Marina di Carrara, opera attesa da anni nello scalo apuano per dare respiro all’attività crocieristica attualmente costretta a stretta convivenza con quella mercantile, è uno degli interventi programmati il cui completo realizzo è stato posticipato.
Lo si evince dall’aggiornamento del Piano triennale dei lavori pubblici che l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale ha appena deliberato, correggendo il documento redatto lo scorso novembre. Le due versioni si differenziano per un fabbisogno accresciuto di 26 milioni di euro, spalmati fra 2027 (20 milioni) e 2028 (6 milioni), e per una conseguente “rimodulazione” delle risorse nei tre anni.
Nell’ultima versione, infatti, sono comparsi per il 2026 un paio di interventi non inseriti nella prima, che hanno costretto l’Adsp a rinviare agli anni futuri alcune spese inizialmente calendarizzate per quest’anno. Il caso più significativo è quello dei 15 milioni che l’ente ha ora messo nell’agenda 2026 per il “nuovo molo crociere nel primo bacino portuale della Spezia – Integrazioni tecnico economiche”, forse in relazione a un inatteso (a novembre scorso) incremento di costi dell’appalto da 49 milioni di euro aggiudicato nel 2023, già oggetto di contenzioso e in ritardo rispetto ai programmi originari (i lavori sarebbero dovuti durare meno di due anni).
Nella nuova lista della spesa, poi, ha fatto la sua comparsa per 2,5 milioni anche la “riorganizzazione funzioni molo ex Enel (aree a mare)” mentre è salita a 1,5 milioni la spesa prevista per la riorganizzazione delle aree a terra dello stesso molo spezzino. In entrambi i casi si procederà nel 2026. Altro incremento significativo è quello per il primo lotto delle “infrastrutture frangionda a protezione della calata Malaspina”, che costerà 10,5 milioni invece dei 2,5 preventivati a novembre (resta a 8 milioni il costo per il secondo lotto, nel 2027). In questo caso, però, l’esborso annuale è stato abbassato (da 2,5 milioni a 0,5), con il resto spalmato sugli anni a venire.
Una soluzione che, come accennato, Adsp ha attuato su diverse voci, per affrontare le maggiori spese emerse per l’anno in corso e lasciare inalterata la cifra complessiva disponibile nel 2026. Il caso più significativo è quello dei “lavori di prolungamento della banchina Taliercio del porto di Marina di Carrara” da 10,8 milioni complessivi: quest’anno si spenderanno solo 200mila euro invece dei 9 milioni previsti fino a pochi giorni fa, il resto l’anno prossimo.
Analoghi slittamenti si sono resi necessari, non solo a Marina di Carrara – è il caso, ad esempio, dei “lavori di realizzazione infrastrutture di servizio al nuovo varco di levante presso il Piazzale Città di Massa del porto in considerazione del progetto di waterfront del porto di Marina di Carrara” – ma anche per alcune opere di peso variabile a La Spezia (ad esempio gli “interventi di riambientalizzazione delle aree tra porto e città nei quartieri di Canaletto e Fossamastra” da 12,5 milioni, dilazionati per lo più all’anno prossimo).
A.M.
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