Bocciato il porto turistico proposto da Aponte nella sua terra d’origine
Navigazione Libera del Golfo replica al primo cittadino sul project financing a Marina di Cassano: “Solo demagogia ma capitolo chiuso, non torneremo più sul tema”
Il progetto di riqualificare e realizzare la spiaggia di Caterina a Marina di Cassano, con l’obiettivo di realizzare un nuovo porto turistico per yacht e per l’approdo di aliscafi, è stato bocciato dal sindaco Antonino Coppola. Il primo cittadino del Comune di Sant’Agnello, terrà d’origine del primo armatore al mondo Gianluigi Aponte, ha scelto di dire no al project financing proposto da Navigazione Libera del Golfo, compagnia di navigazione controllata e gestita proprio dalla famiglia Aponte.
La proposta prevedeva un project financing, quindi un investimento privato, da circa 45 milioni di euro e 40 anni di concessione per unificare le marine di Piano di Sorrento e Sant’Agnello con un aumento del 15% dei posti barca e la creazione di un molo per grandi yacht.
Con un post su Facebook il sindaco ha spiegato le motivazioni del diniego scrivendo: “Nei giorni scorsi abbiamo comunicato alla Società Navigazione Libera del Golfo (Nlg) che il progetto di riqualificazione per il borgo di Cassano (Piano di Sorrento – Sant’Agnello), con la costruzione di un porto turistico, nella veste proposta non risulta accoglibile”.
Lamentando “attacchi e pressioni a mezzo stampa, concomitanti alla lettera-ultimatum inviataci”, Coppola aggiunge: “Siamo abituati al confronto vero con tutti ma non accettiamo, pur comprendendo le ragioni, pressioni, toni e linguaggi poco consoni. È utile stabilire alcuni punti fermi, lontani dalle semplificazioni comunicative, dai giudizi sommari, dalle conclusioni affrettate e soprattutto dall’accettazione acritica ed incondizionata”.
Nel merito della decisione presa, il sindaco definisce il progetto “estremamente impattante per la realizzazione di importanti opere a terra e a mare. Tre nuovi pontili e nuovi stabilimenti con un cronoprogramma lavori di 48 mesi, poco realistico vista i tempi medi previsti per le complesse procedure autorizzative a vari livelli, soprattutto sovracomunali. Il piano economico-finanziario – si legge ancora nel post – prevede che i ricavi annui, tarati sulla durata della concessione, derivino dalla locazione dei posti barca esistenti e da quelli di nuova realizzazione (390 in tutto), dalla locazione degli spazi commerciali e degli spazi destinati ad attività ricreative e di ristorazione. Breve inciso: gli affitti annuali previsti per tali locazioni sono, necessariamente, di gran lunga superiori agli attuali, con conseguenze sulle tariffe applicate, palesemente in controtendenza rispetto a quanto si è cercato di fare finora”.
Il Comune non è convinto dalle soluzioni proposte per la ricollocazione di stabilimenti balneari e dalla riconfigurazione della spiaggia esistente. “Abbiamo l’obbligo di pensare a chi lavora con il mare, a tutti i diportisti, a chi ha una barca di 30 metri, chi di 15 metri o di 5 metri, ma anche a chi una barca non ce l’ha e chiede di fruire di un bene pubblico a prezzi accessibili o anche gratuitamente” aggiunge ancora il sindaco. “La trasformazione della marina e del borgo in un porto turistico rischia di stravolgere l’identità dei luoghi”.
Navigazione Libera del Golfo (anch’essa via social) ha replicato prendendo atto di quanto annunciato dal sindaco dicendo: “Accettiamo tutto e, infatti, abbiamo ritirato la documentazione immediatamente, che era frutto di quasi 2 anni di lavoro e con relativi costi a nostro carico. Duole leggere che, a suo dire, ci sia stato un confronto con noi nel merito, dopo la data di deposito amministrativo ufficiale (22/9/2025), previsto a norma di legge. Spiace dire che ciò non è vero, nonostante innumerevoli richieste fatte in tal senso, il confronto non è mai avvenuto, solo ora, indirettamente, sui social”.
La compagnia di Navigazione guidata da Maurizio Aponte desidera però chiarire alcuni temi: “La spiaggia di Caterina sarebbe stata libera, con più spazio (2.840 mq contro 1.630 mq di oggi), così come i posti barca dedicati ai residenti (105 contro 103), a tariffe ridotte come è oggi. Il nostro scopo era di migliorare tutti i servizi per i cittadini, rientrare dell’investimento al più presto e lasciare quanto prima alle comunità la proprietà di tutto. Che ci si dica che si voleva ‘sfruttare’ il suolo pubblico, ci addolora, l’intento era esattamente l’opposto”.
Secondo la società proponente “l’opposizione è solo ideologica, tale sviluppo da parte di un privato è inconcepibile, a prescindere dalla proposta. Così come è stato argomentato, ci pare solo demagogia gratuita per giustificare un, comunque, legittimo diniego. Per noi il capitolo è chiuso e non torneremo più sul tema”.
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