“Incomprensibile l’esclusione del lavoro dalla commissione sulla riforma portuale”
Filt Cgil critica sul gruppo di lavoro creato dal Mit all’alba dell’iter di legge. Anche per Ancip gli interlocutori sono “solo Governo e Parlamento”

Com’era prevedibile, sono critiche le prime reazioni pubbliche alla creazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di un gruppo di lavoro deputato alla “attuazione” della riforma portuale appena consegnata al Parlamento.
“Uno spreco di intelligenza e di risorse. Non riusciamo a capire né a cosa serve né perché sarà messa in piedi: se è un disegno di legge, la discussione si fa in Parlamento” ha esordito a SHIPPING ITALY Eugenio Stanziale, segretario nazionale di Filt Cgil. “Dopodiché l’elemento certo e preoccupante è che manca l’elemento più importante, se la vogliamo mettere così, rappresentato da coloro i quali mandano avanti i porti, che sono i lavoratori”.
Del resto, secondo Stanziale, non una sorpresa: “Il Mit è un Ministero totalmente assente. Senza dare un valore di natura politica, non c’è nessuna lettura ideologica, ma non c’è risposta, non c’è neppure conflitto, non c’è il piacere del confronto, del dialogo, dello scontro che fa parte della democrazia. Da metà gennaio attendiamo la convocazione promessaci dal viceministro (Edoardo Rixi, ndr) per affrontare e risolvere una volta per tutte il tema del fondo per i portuali. Idem sul tema del lavoro portuale come lavoro usurante. Invano. Questa esclusione non crea certo un buon clima in questa fase”.
Asettica ma eloquente, soprattutto in riferimento alla presenza di alcuni rappresentanti di categoria all’interno del gruppo di lavoro (in particolare i vertici di Assarmatori e Alis Alberto Rossi e Marcello Di Caterina), anche la nota di Ancip: “Non commentiamo né entriamo nel merito di questo comitato.
I nostri interlocutori, per il rispetto istituzionale e senso dello Stato che ci appartengono, sono il Governo, con il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Ministero del mare e gli altri dicasteri competenti, e il Parlamento, dove è attualmente il Ddl di riforma”.
A.M.
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