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Dal Consiglio Ue dei Trasporti buoni segnali per il trasporto marittimo e la navalmeccanica

Nelle conclusioni linee d’indirizzo importanti per infrastrutture dual use, cantieristica navale, difesa, Ets, disponibilità dei carburanti per le navi e lavoro

di Redazione SHIPPING ITALY
9 Giugno 2026
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Rixi consiglio Ue Trasporti In allegato la foto del vm Rixi insieme al Commissario UE Trasporti Apostolos Tzitzikostas

Seppure non si possano probabilmente ancora definire risultati concreti, le conclusioni emerse dal Consiglio Europeo dei Trasporti mostrano un indirizzo e dei segnali che lasciano ben sperare gli attori (anche italiani) del trasporto marittimo e della cantieristica navale.

All’appuntamento di Lussemburgo ha partecipato il viceministro italiano Edoardo Rixi (nella foto insieme al Commissario Ue Trasporti Apostolos Tzitzikostas) ribadendo come l’Italia spinga per “rivedere politiche di decarbonizzazione concepite in un contesto economico e geopolitico profondamente diverso da quello attuale. La transizione ecologica deve procedere con pragmatismo, neutralità tecnologica e apertura ai carburanti alternativi, evitando approcci ideologici che rischiano di penalizzare industria, lavoro e competitività”. L’esponente di Governo ha poi aggiunto: “Sosteniamo lo sviluppo dei carburanti sostenibili, dal Saf avio ai biocarburanti e al diesel biologico, e il potenziamento delle Autostrade del mare. Allo stesso tempo riteniamo necessario superare un Ets marittimo che rischia di spostare traffici e investimenti verso porti extraeuropei, indebolendo il sistema logistico continentale”.

Nelle conclusioni approvate dal Consiglio la strategia industriale marittima dell’Ue viene definita come “un piano d’azione strutturato che mira a rafforzare la leadership marittima europea promuovendo la cantieristica navale ad alta tecnologia e le attrezzature portuali all’avanguardia”. L’Europa riconosce come gli operatori “si trovino a dover affrontare sfide crescenti, tra cui l’intensificarsi della concorrenza globale, le tensioni geopolitiche, la dipendenza strategica dalla produzione di paesi terzi, la necessità di accelerare la decarbonizzazione e la persistente carenza di manodopera e competenze”.

Le conclusioni adottate a Lussemburgo “definiscono le priorità chiave per affrontare queste sfide”.

A proposito di “Sovranità industriale e competitività” gli Stati membri hanno espresso “preoccupazione per le distorsioni del mercato e le pratiche di sovvenzione sleali da parte di paesi terzi che minano la concorrenza leale”. Il Consiglio chiede pertanto “una valutazione delle misure volte a rafforzare la competitività del settore, compreso l’uso efficace degli strumenti di difesa commerciale esistenti, in linea con gli obblighi internazionali. Incoraggia inoltre gli investimenti volti a ridurre le dipendenze strategiche e a rafforzare le capacità industriali critiche”. Fra le righe sembra di leggere un’apertura al sostegno pubblico in determinate aree d’attività.

C’è poi il tema “Investimenti e innovazione”. Per ampliare la capacità europea nel settore delle navi avanzate e a basse o zero emissioni “il Consiglio chiede maggiori investimenti in tecnologie innovative per la costruzione navale, sistemi di propulsione pulita e ricerca e innovazione. Sostiene inoltre iniziative come  i cantieri navali del futuro e la creazione di un’alleanza europea per le filiere industriali marittime, al fine di convogliare gli investimenti verso le priorità strategiche”.

In materia di “Decarbonizzazione e sostenibilità” il Consiglio Europeo dei trasporti ha ribadito “il ruolo centrale del settore marittimo nel raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE e sottolinea che la decarbonizzazione richiede un’azione coordinata lungo l’intera catena del valore del trasporto marittimo, compresi i produttori e i fornitori di carburante. Gli Stati membri chiedono la tempestiva e coordinata diffusione di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie innovative a basse emissioni. Sottolineano che la disponibilità di combustibili alternativi sicuri, sostenibili e a prezzi competitivi sarà fondamentale per accelerarne l’adozione”. Ciò significa che gli armatori dovranno essere messi nelle condizioni di poter acquistare e impiegare carburanti green.

Le conclusioni ribadiscono inoltre “l’importanza di utilizzare i proventi generati dal sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (Ets) per scopi legati al clima”, altra buona notizia in linea con quanto chiedono le shipping company. Al tempo stesso è stata evidenziata “la necessità di valutare potenziali adeguamenti al regolamento marittimo FuelEU, al regolamento Mrv (Monitoring, Reporting, Verification) e al quadro normativo dell’Ets marittimo, al fine di evitare sovrapposizioni di costi e oneri amministrativi non necessari, qualora venissero adottate misure globali per ridurre le emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo”.

C’è poi un capitolo dedicato a “Sicurezza e resilienza” che porta buone notizie per il mondo della difesa. Il Consiglio avverte infatti che “le sfide alla sicurezza marittima sono in aumento, compresi i rischi legati all’operatività delle flotte ombra e alla crescente instabilità geopolitica. Gli Stati membri sottolineano la necessità di rafforzare la resilienza, la preparazione e le capacità di difesa dell’Ue, compresa la protezione delle infrastrutture marittime critiche e la resilienza delle catene di approvvigionamento marittime. Le conclusioni sostengono inoltre un approccio coordinato allo sviluppo di infrastrutture a duplice uso (dual use), capaci di servire sia a scopi civili che militari”.

Oltre a ciò il Consiglio ha constatato che “il settore marittimo si trova ad affrontare una significativa carenza di manodopera, un invecchiamento della forza lavoro e condizioni di lavoro sempre più gravose, fattori che incidono sulla sua competitività e resilienza a lungo termine”. Pertanto gli Stati membri “chiedono un rafforzamento dell’istruzione e della formazione marittima, comprese iniziative di aggiornamento e riqualificazione professionale. Le conclusioni incoraggiano l’adozione di misure volte ad attrarre un maggior numero di giovani verso le professioni marittime e sostengono lo sviluppo di un’iniziativa europea coordinata sulle competenze marittime”.

Nelle conclusioni della nota riepilogativa diffusa al termine del Consiglio viene sottolineato come il settore marittimo dell’Ue sia “anche un fornitore leader a livello globale di servizi di trasporto marittimo. Svolge un ruolo fondamentale nel garantire l’approvvigionamento di beni essenziali, nel facilitare il commercio internazionale e nel sostenere la sicurezza energetica dell’Europa. Insieme ad altri settori legati al trasporto marittimo, genera domanda di prodotti e servizi manifatturieri marittimi, contribuendo al contempo a plasmare lo sviluppo tecnologico dell’intero ecosistema marittimo”.

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