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Crisi The Italian Sea Group: per cinque armatori cade il divieto di risolvere i contratti

La decisione del Tribunale di Firenze si basa su una distinzione giuridica legata alla titolarità dei beni in lavorazione

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
10 Giugno 2026
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The-Italian-Sea-Group-cantiere-a-Marina-di-Carrara

Il Tribunale di Firenze ha disposto la revoca parziale delle misure protettive nei confronti di cinque armatori legati a The Italian Sea Group. Il provvedimento dei giudici, spiega il cantiere in una nota, va a modificare parzialmente l’assetto della procedura di risanamento del gruppo cantieristico, accogliendo i reclami presentati dai committenti e riformando in parte l’ordinanza dello scorso 20 aprile. Di fatto, per questi cinque specifici clienti cade il divieto di risolvere i contratti in essere o di esercitare le altre facoltà originariamente previste dagli accordi con il cantiere.

La vicenda si inserisce nella composizione negoziata della crisi aziendale avviata ufficialmente dal gruppo cantieristico il 16 marzo 2026. In questo percorso, la società guidata da Giovanni Costantino aveva ottenuto uno scudo protettivo della durata di quattro mesi al fine di preservare il patrimonio aziendale durante le trattative con i creditori; contro questo blocco era però scattata l’opposizione dei cinque clienti, discussa poi nell’udienza del 27 maggio scorso.

La decisione del Tribunale si basa su una distinzione giuridica legata alla titolarità dei beni in lavorazione: i giudici hanno stabilito che le navi, essendo già di proprietà dei committenti, non possono essere soggette a misure protettive concorsuali poiché non costituiscono beni dell’imprenditore né asset strumentali all’esercizio dell’impresa. Inoltre, i cinque armatori non rientrano nella categoria dei creditori verso cui operano i divieti della composizione negoziata, in quanto il loro diritto a ottenere l’adempimento delle prestazioni pendenti non si traduce in azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del cantiere.

I vertici aziendali tengono a precisare che la revoca delle tutele ‘opera in via del tutto esclusiva per i cinque soggetti che hanno promosso il ricorso’. Per tutti gli altri armatori, così come per la restante platea dei creditori commerciali o finanziari, lo scudo legale resta pienamente valido ed efficace secondo le tempistiche originariamente fissate dall’autorità giudiziaria.

Il management ha così voluto rassicurare il mercato, sottolineando che il provvedimento odierno non pregiudica in alcun modo la prosecuzione dei piani aziendali. Il dialogo con i principali stakeholder, inclusi fornitori, istituti di credito e le altre società armatrici, prosegue regolarmente lungo i binari tracciati dal Piano di riequilibrio economico-finanziario attualmente in fase di esecuzione. Sotto il profilo commerciale, Tisg ribadisce che la sostanza dei rapporti contrattuali rimane inalterata e che continuerà a monitorare la situazione informando tempestivamente il mercato sugli sviluppi della procedura, conclude la nota.

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