Fanno discutere gli aumenti delle tasse sui passeggeri nel porto di Palermo
L’Adsp ha rivisto al rialzo i diritti portuali sulle banchine pubbliche e al ribasso quelli per i terminal in concessione, confermando l’esenzione per i crocieristi: protestano gli albergatori delle isole minori

È in vigore da alcuni giorni la delibera con cui Annalisa Tardino, allora commissaria straordinaria e oggi presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar di Sicilia occidentale, a gennaio ha modificato i diritti portuali sui passeggeri in imbarco/sbarco negli scali sotto la giurisdizione dell’ente, fermi dal 2021.
Nel relativo provvedimento si legge che esso è stato adottato “al fine di assicurare il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi espletati offerti, aventi caratteri di indivisibilità e fruizione generalizzata, nonché l’efficienza e l’affidabilità degli stessi, garantendo la necessaria copertura dei relativi costi oltre all’equilibrio economico-finanziario di bilancio ed al medesimo tempo misure incentivanti lo sviluppo e la crescita dei traffici”.
L’istruttoria illustra diversi aumenti registrati nelle spese per il mantenimento delle infrastrutture, con particolare riferimento a quelle per la security e la manutenzione degli impianti, per una stima complessiva di circa 600mila euro annui. Da qui la decisione di ritoccare le tariffe, aumentando per quel che riguarda i traffici passeggeri, quelle applicate sulle banchine pubbliche a fronte di una diminuzione di quelle in vigore sulle banchine “private” (in concessione).
Da notare come nel provvedimento del 2021 tale distinzione non esisteva, con una tariffa unica. Continuano invece a non essere tassati i crocieristi (dal 2022 appannaggio del concessionario della nuova stazione marittima: West Sicily Gate, partnership fra Msc Crociere e Costa Crociere), anche se fra le spese aggiuntive da coprire è citato “un sistema di videosorveglianza a mezzo radar e telecamere a infrarossi” implementato su “richiesta delle compagnie di navigazioni esercenti navi da crociera extra large che scalano nel porto di Palermo”.
In sostanza da inizio luglio i passeggeri dei traghetti su banchine pubbliche pagano il 22% in più, mentre quelli su banchine in concessione l’11% in meno, la merce paga dal 20 al 100% in più, ma soprattutto i passeggeri del traffico a corto raggio pagano il 66% in più di diritti portuali (si veda immagine in pagina).
Per questa ragione l’entrata in vigore ha creato “forte apprensione” in Federalberghi Isole Minori Sicilia e Confesercenti Trapani, che hanno evidenziato “come l’applicazione indifferenziata di tali balzelli si ponga in aperto contrasto con le politiche di abbattimento dei costi della distanza previste dall’Articolo 119 della Costituzione. Non si ritiene equo che i flussi di continuità territoriale delle isole minori debbano concorrere al finanziamento di investimenti tecnologici e di vigilanza radar calibrati sulle esigenze dei grandi hub commerciali o delle navi da crociera di Palermo. Abbiamo il dovere di tutelare l’intera filiera dei residenti, dei flussi turistici e dei lavoratori pendolari. I non residenti che visitano le nostre isole pagano già regolarmente il Contributo di Sbarco destinato ai bilanci comunali. Aggiungere questa nuova tassa portuale di 2,00 euro a passeggero e oltre 3,00 euro per le auto significa applicare una illegittima doppia tassazione sulla pelle dei visitatori, deprimendo la competitività delle nostre strutture ricettive e delle attività commerciali proprio nel cuore della stagione. Allo stesso modo, viene penalizzata la mobilità funzionale dei lavoratori residenti e dei pendolari, come insegnanti, medici, forze dell’ordine e addetti ai servizi operativi. A questo si rimarca un evidente deficit di rappresentanza delle comunità insulari nella governance dell’Autorità, dalla quale sono esclusi i 4 Comuni delle isole minori siciliane”.
Da qui la decisione di inviare una nota ufficiale all’AdSP Sicilia Occidentale, al Dipartimento e all’Assessorato Regionale, all’Autorità di regolazione dei trasporti e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiedendo “l’adozione di un correttivo”.
A.M.

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