Fumata bianca anche fra Psa Genova Pra’ e Usb, sciopero revocato
A fronte dello stop ai restanti 9 giorni di protesta, il terminalista ribadisce la rinuncia agli straordinari volontari e apre al riconoscimento della sigla autonoma come interlocutore sindacale
Dopo la tregua raggiunta con i sindacati confederali, Psa Genova Pra’, concessionaria del principale terminal container gateway di Genova, è riuscita a ottenere anche la revoca dello sciopero di 8 ore al giorno che Usb aveva dichiarato fino al 16 luglio.
La vertenza prendeva le mosse dalla bocciatura da parte dell’assemblea dei lavoratori del nuovo accordo integrativo negoziato da azienda e Rsu (formata da soli delegati di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, malgrado l’assenza di Usb decretata dalle ultime elezioni fosse stata accompagnata da diverse polemiche), che avrebbe reso possibile per l’azienda, fra le altre cose, chiedere a una certa platea di lavoratori l’effettuazione di straordinari fino a 5 ore giornaliere anche su due turni consecutivi. Tema particolarmente caro a Psa, in particolare per fronteggiare le carenze estive di organico legate alle ferie dei dipendenti.
Alla bocciatura erano seguite le dimissioni della Rsu e la proposta dell’azienda ai singoli lavoratori di aderire individualmente e volontariamente, su incentivo, alla possibilità di prestare lo straordinario cassato dall’assemblea. Iniziativa che aveva suscitato la reazione delle sigle confederali, con stato di agitazione e blocco dello straordinario, e di Usb con la proclamazione di 80 ore di sciopero.
L’adesione registrata il primo giorno, malgrado i numeri divergano a seconda di chi li fornisca, è stata comunque sufficiente da indurre Psa a sollecitare una procedura di raffreddamento che, a differenza di quella avviata con successo con i confederali, non è stata mediata dall’Autorità di sistema portuale.
Per parte sua il terminalista ha ribadito quanto già espresso a Filt, Fit e Uilt in merito – si legge nel verbale di incontro – al “ritiro della proposta di straordinario volontario e incentivato, ha accettato il risultato del referendum che ha respinto l’ipotesi di nuovo contratto integrativo aziendale e accettato quanto stabilito nella assemblea generale del 8 luglio 2026, che prevede che si debba procedere alla elezione di una nuova Rsu entro il mese di ottobre 2026 e che solo dopo la elezione della Rsu si potrà procedere alla ripresa del confronto per la stipula di un nuovo Contratto Integrativo Aziendale”.
Non solo, perché a fronte del ritiro dello sciopero, Usb si è dichiarata “disponibile a instaurare normali relazioni sindacali con Psa Gp anche in relazione alle procedure di raffreddamento di possibili conflitti previste all’art 49 del vigente Ccnl”, disponibilità di cui Psa “prende atto e accetta”, tanto da far rivendicare a Usb nella nota diffusa a valle dell’incontro il riconoscimento “quale interlocutore nelle relazioni sindacali aziendali”, e la “conferma della partecipazione al confronto previsto dalle procedure del Ccnl”.
A.M.
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