Al deposito Gnl di Vado Ligure i fondi destinati a quello di Brindisi
Salvagente governativo da 35 milioni al progetto di Novella e Autogas, in ritardo sulle scadenze Pnrr. Proposti interventi anche su Salerno e Piombino
Il progetto di realizzare un deposito di Gnl nel porto di Vado Ligure, come rivelato da SHIPPING ITALY nelle scorse settimane, è a rischio, ma il Governo è intenzionato a offrire una scialuppa di salvataggio finanziaria ai proponenti.
Gnl Med, la joint venture fra i gruppi Novella e Autogas creata per realizzare l’impianto di fornitura di Gnl e bioGnl dalla capacità di 19.800 metri cubi, è a rischio di vedersi revocare il finanziamento da 21,7 milioni di euro che aveva ottenuto a valere sul fondo complementare al Pnrr (incassandone già più di 4 milioni di euro), perché – aveva spiegato qualche settimana fa la Corte dei Conti – a maggio 2026, ultima scadenza utile, i lavori del deposito non erano ancora stati avviati, malgrado da tempo il Ministero dell’ambiente avesse escluso il progetto dalla necessità di una Valutazione di impatto ambientale e già un anno fa l’Autorità di sistema portuale del mar ligure occidentale avesse rilasciato la necessaria concessione.
A metterci una pezza ci hanno provato nei giorni scorsi alcuni deputati della Lega (guidati dal genovese Francesco Bruzzone), che, nell’ambito dell’esame del Decreto infrastrutture in via di conversione alla Camera, hanno proposto un emendamento che, “al fine di consentire la realizzazione di un nuovo impianto di deposito di gas naturale liquefatto e Bio-Gnl nel comune di Bergeggi, in area portuale di Vado Ligure”, autorizza “la spesa complessiva di 35 milioni di euro, in ragione di 15 milioni di euro per l’anno 2027, di 15 milioni di euro per l’anno 2028 e di 5 milioni di euro per l’anno 2029”.
Il testo disciplina anche “le modalità di revoca, in caso di mancato rispetto del cronoprogramma procedurale” e specifica che le risorse saranno ricavate da quelle che un anno fa il Governo aveva stanziato per il deposito Gnl di Brindisi, che intanto Edison, la società proponente, ha formalmente rinunciato a realizzare.
Da registrare, in materia di Adsp, un altro emendamento di maggioranza (Forza Italia), con cui “al fine di procedere celermente al completamento, alla messa in esercizio e all’avvio della fase gestionale dell’intervento denominato ‘Salerno Porta Ovest’, relativo ai collegamenti viari a servizio del porto di Salerno, il Presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale è nominato Commissario straordinario” (ai sensi del Decreto cosiddetto sblocca-cantieri del 2019).
Alcuni deputati del Partito Democratico hanno invece chiesto l’istituzione di un fondo da 800 milioni di euro per la compensazione di Piombino e del suo territorio per la permanenza del rigassificatore: fra gli obiettivi della proposta anche “lo sviluppo dell’infrastruttura portuale, secondo modalità che tengano conto della presenza del rigassificatore Fsru”.
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