Annullata dal Tar una porzione del nuovo Prp di Catania
L’Adsp ha pianificato su aree su cui non aveva ancora la giurisdizione: salta (per ora) la darsena per i superyacht

È stato annullato, anche se solo in parte, il nuovo Piano regolatore portuale di Catania, che l’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia orientale aveva approvato sul finire di ottobre scorso.
Le quattro sentenze, pronunciate dalla Terza sezione del Tar di Catania su ricorsi distinti ma sostanzialmente convergenti, hanno accolto un motivo di ricorso incentrato sulla giurisdizione territoriale dell’ente, respingendo o assorbendo gli altri, col risultato quindi di non travolgere l’intero nuovo Prp, il primo adottato dopo circa mezzo secolo, bensì colpendo esclusivamente la parte relativa alla pianificazione di aree che il tribunale ritiene fossero allora estranee alla competenza dell’Autorità portuale, in particolare il comparto della Scogliera d’Armisi da dedicarsi, nei piani dell’ente, a una darsena per il diporto di grande stazza (yacht e superyacht)
Secondo i giudici amministrativi, l’Autorità non poteva estendere il proprio potere pianificatorio oltre il perimetro territoriale allora vigente, poiché l’ampliamento della circoscrizione richiedeva il procedimento previsto dall’articolo 6, comma 15, della legge 84/1994, conclusosi solo successivamente con il Decreto del presidente della Repubblica firmato il 19 giugno 2026 (e non ancora andato in Gazzetta Ufficiale). Da qui la dichiarazione di nullità parziale della delibera di approvazione del Piano “nella parte eccedente il proprio perimetro di competenza”, qualificando il vizio come incompetenza assoluta.
La decisione assume rilievo anche per ciò che il Tar non ha deciso. I ricorrenti avevano infatti sollevato numerose ulteriori contestazioni: dalla mancata sottoposizione del Documento di programmazione strategica di sistema (Dpss) alla Valutazione ambientale strategica, fino al presunto mancato recepimento delle prescrizioni formulate durante la Vas e alle censure relative alla tutela della Scogliera d’Armisi.
Nessuna di queste questioni è stata però esaminata nel merito. Il Collegio le ha dichiarate assorbite, spiegando che il riscontrato difetto di competenza territoriale è sufficiente a determinare la nullità della parte contestata del piano e che pronunciarsi anche sugli altri motivi significherebbe interferire con un potere amministrativo che l’Autorità potrà esercitare nuovamente dopo l’ampliamento della propria circoscrizione.
Le sentenze lasciano quindi intatta la restante parte del nuovo Piano regolatore portuale di Catania e circoscrivono l’annullamento alle sole previsioni riguardanti le aree che, nell’ottobre 2025, risultavano esterne ai confini dell’Autorità di sistema portuale. Sul futuro assetto della Scogliera d’Armisi e delle altre aree interessate sarà dunque necessario un nuovo esercizio del potere pianificatorio, questa volta alla luce del sopravvenuto ampliamento della circoscrizione territoriale dell’ente.
L’Adsp, che per il momento ha scelto di non rilasciare commenti in attesa di una più attenta disamina delle sentenze, oltre all’appello potrebbe in parallelo valutare la riproposizione del Prp rimasto ‘tagliato’ fuori dalle sentenze (e le modalità per farlo) una volta pubblicato il Dpr che ne ha esteso la giurisdizione.
A.M.
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