“Almeno 360 posti nell’autoparco multipiano da realizzare a Erzelli 2”
Secondo Bossa (Osservatori Trasporti Genova) la soluzione minimizzerebbe l’esigenza dell’autotrasporto di aree complementari, a partire da quelle ex Ilva a Genova
Fra le numerose problematiche che contraddistinguono il rapporto fra autotrasporto e porto di Genova – oggetto a giorni di un ennesimo incontro fra categoria, committenza e Autorità di sistema portuale – l’assenza di aree di sosta e in particolare di un vero e proprio autoparco è una delle più risalenti.
Il tema è stato recentemente riportato agli onori delle cronache dalle dichiarazioni del presidente dell’Adsp Matteo Paroli sull’intenzione di avviare una procedura di gara per la realizzazione/gestione in partenariato pubblico privato di una struttura da edificarsi materialmente nella cosiddetta area di Erzelli 2, oggi adibita a deposito (in gestione al gruppo Spinelli), ma destinata a fine anno a tornare nella disponibilità dell’ente (malgrado le polemiche in merito sollevate dalla Filt Cgil).
In questo scenario è Giuseppe Bossa, a lungo presidente della locale sezione di Cna e oggi alla guida dell’Osservatorio Trasporti Genova, a offrire a SHIPPING ITALY alcune precisazioni, in merito a un progetto di struttura multipiano sottoposto all’Adsp, che avrebbe dalla sua una maggiore capienza rispetto a quella menzionata da Paroli e più rapidi tempi di realizzazione.
“Mentre il vecchio disegno a raso (a terra) garantiva appena 90 stalli, l’applicazione di una struttura multipiano innovativa permette di moltiplicare gli spazi nella stessa identica area. Minimo 250 stalli per veicoli pesanti: distribuiti in modo modulare tra i piani della struttura e l’area a raso, pronti a variare a seconda delle richieste e decisioni di Adsp e delle istituzioni. Circa 100 stalli per veicoli leggeri: ricavati intelligentemente nei piani superiori laddove i mezzi pesanti non avrebbero spazi di manovra” spiega Bossa in merito al primo punto.
Quanto al secondo, “un sistema di costruzione innovativo basato su una struttura in acciaio e non in cemento armato garantisce la massima sicurezza strutturale e offre certezze assolute sui tempi di realizzazione, passando da 4 a 2 anni, e sui costi di gestione, oltre alla totale mobilità e riutilizzo, perché la struttura può essere smontata e spostata interamente in altro luogo. Inoltre, l’autoparco guarda al futuro della transizione ecologica: la copertura dell’intera struttura con pannelli solari genererà oltre 1 Megawatt di energia pulita, alimentando colonnine di ricarica elettrica per i mezzi pesanti e per i furgoni della distribuzione cittadina” aggiunge Bossa, mostrando il rendering che riproduciamo in pagina.
La struttura sarebbe dotata di aree per accoglienza e ristoro, foresteria, uffici amministrativi, sportelli per l’accettazione delle merci e il controllo dei varchi d’accesso, aree per servizi ai mezzi (manutenzione, colonnine di ricarica, etc.).
“Condivido e apprezzo le recenti aperture di Port Authority Presidenti Matteo Paroli e Andrea Giachero della Spediporto sul progetto, mentre spiace constatare che la nuova giunta comunale abbia ignorato la mappatura di alcune aree polmone che avevamo presentato (insieme al progetto di autoparco) alla precedente amministrazione comunale. Chiediamo continuità e risposte immediate: Genova non può più aspettare, l’autotrasporto ha bisogno di risposte strutturali e non di soluzioni precarie e affidate a singoli soggetti. A fronte di un’esigenza complessiva della categoria stimata in almeno 800 stalli – che necessita certamente anche del recupero delle aree ex-Ilva e di altre “aree polmone” lungo l’asse del Polcevera e del porto – la soluzione è ingegnerizzare i parcheggi verso l’alto” conclude Bossa.
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