Ancip interviene a difesa della banchina commerciale di Imperia
L’associazione delusa dalla decisione del Comune di appellare la sentenza che aveva stoppato il cambio di destinazione pro turismo
“Siamo delusi dal ricorso presentato dal Comune di Imperia al Consiglio di Stato. Ci aspettavamo l’avvio di un percorso interlocutorio con l’impresa portuale e con l’associazione, a tutela degli interessi di tutti”.
Lo ha affermato il direttore nazionale di Ancip Guadenzio Parenti in merito all’appello che il Comune di Imperia ha presentato al Consiglio di Stato nel tentativo di ribaltare la sentenza con cui il Tar della Ligura ne aveva bocciato l’iter amministrativo avviato per rimuovere le strutture fisse, i silos del cemento, dalla banchina commerciale di Oneglia, di fatto, secondo i giudici, alterandone illegittimamente la destinazione commerciale.
Il Comune si è affidato allo studio Quaglia Gaggero di Genova per tutelare la propria posizione sull’adeguamento tecnico funzionale del porto di Oneglia. “Ancip richiede che tutti i porti commerciali italiani ricadano sotto le Autorità di Sistema per armonia giuridica, omogeneizzazione delle pratiche, semplificazione per le imprese. Alcune disposizioni normative trovano difficile applicazione sotto l’autorità marittima, non per difetto di quest’ultima, ma proprio per evitare situazioni come quella che sta coinvolgendo il porto di Imperia” ha proseguito Parenti.
A Imperia occorre difendere “un traffico non in crisi. Legittimo che le amministrazioni locali – osserva Parenti – vogliano decidere sui porti di competenza, ma non a discapito dei traffici. Avremmo auspicato un equilibrio, dopo la sentenza, che tutelasse sia il porto commerciale sia i desiderata dell’amministrazione verso una vocazione più turistica. Siamo sempre favorevoli a un punto di incontro e di mediazione, rispettiamo le istituzioni ma quando si rischia di mettere in crisi la sopravvivenza di imprese portuali e di attività commerciali non ci stiamo”.
Il direttore di Ancip auspica che nonostante il ricorso al Consiglio di Stato la speranza possa esserci ancora “spazio di dialogo per l’amministrazione, per trovare una soluzione condivisa”. Per lo sviluppo del porto commerciale, che ha “strategicità”, occorre trovare un “compromesso. Comprendiamo la scelta di aprire al turismo, ma sembra assurdo annullare traffici commerciali dove funzionano, mentre in altri scali si fa fatica a reperirne”.
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