• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Cantieri

Ngo Shipbreaking Platform: fra le navi italiane demolite nel 2020 c’è un caso che riguarda l’ex Bonassola

Sono cinque le unità navali italiane che nel 2020 sono state demolite tramite spiaggiamento o landing. Il loro nome è contenuto nella lista elaborata come ogni anno da Ngo Shipbreaking Platform, organizzazione che da tempo invoca migliori condizioni per questa attività in tutto il mondo, stigmatizzando gli stabilimenti che operano in condizioni di sicurezza sub […]

di Nicola Capuzzo
2 Febbraio 2021
Stampa

Sono cinque le unità navali italiane che nel 2020 sono state demolite tramite spiaggiamento o landing. Il loro nome è contenuto nella lista elaborata come ogni anno da Ngo Shipbreaking Platform, organizzazione che da tempo invoca migliori condizioni per questa attività in tutto il mondo, stigmatizzando gli stabilimenti che operano in condizioni di sicurezza sub standard.

Nel quintetto il caso più clamoroso è probabilmente quello di una Platform Supply Ship del 1975.

La nave in questione, che compare nell’elenco con il nome di Jumeira, è in realtà, numero Imo alla mano, una vecchia conoscenza dei mari italiani. Si tratta infatti della ex Bonassola, fino al 2019 di proprietà di Rimorchiatori Riuniti e in passato parte della flotta delle ‘navi gialle’ del consorzio Castalia.

“A noi di NGO Shipbreaking Platform risulta che la Bonassola/Jumeira sia stata demolita nel cantiere Dortel Demi Sokum, non incluso nella lista di strutture approvate dalla Commissione Europea, nonostante la nave battesse bandiera italiana” ha dichiarato Nicola Mulinaris, communication and policy officer di Ngo Shipbreaking Platform. Eventualità che, se confermata, configurerebbe una violazione della normativa europea, dato che come noto i proprietari di unità battenti bandiera di un paese dell’Ue sono infatti tenuti a demolirle in uno dei cantieri contenuti nella lista – peraltro recentemente aggiornata –  approvata dalla Commissione Europea.

Ma che rappresenterebbe anche un destino un po’ beffardo per una nave che per tanti anni ha operato nel servizio antinquinamento marino, svolto per conto del Mit appunto da Castalia, dato che una delle principali critiche mosse solitamente ai cantieri navali sub standard – quali appunto quelle che non hanno ricevuto l’approvazione dell’Ue – è anche quella di utilizzare metodi poco rispettosi dell’ambiente.

Precisamente secondo la Ong al momento della demolizione, avvenuta alla fine del 2020, la Jumeira aveva come beneficial owner il greco Lampros Chountas, come operatore commerciale la società Cornelsen & Riedl Yacht e come registered owner la maltese Ammat Marine Ltd.

Va detto peraltro che, secondo quanto ricostruito da SHIPPING ITALY, lo stesso Chountas, rappresentato dall’agenzia genovese Sigma Mare (che fa capo alla B & B Holding), proprio all’inizio dello scorso dicembre aveva chiesto per la nave alla Capitaneria di Porto di Genova la dismissione di bandiera italiana per poter procedere con l’iscrizione nel registro di un “paese extracomunitario”. Da chiarire a questo punto quale sia stato l’iter che ha portato questa nave alla demolizione ancora con la bandiera italiana issata presso il cantiere di smaltimento Dortel Demi Sokum.

La lista stilata dalla Ong prosegue poi, come già accaduto negli ultimi anni, con il nome di una nave di Saipem. In questo caso l’unità in questione è la Castoro II, crane vessel del 1970, smantellata lo scorso ottobre, che batteva bandiera di Bahamas. Caratteristica, questa, che evidentemente ha reso possibile che la sua demolizione avvenisse in una struttura di Alang, in India, dove è prassi che questa attività avvenga tramite la pratica dello spiaggiamento. Precisamente la Castoro II risultava avere come Beneficial owner e operatore commerciale Saipem Spa, e come Registered Owner la sua controllata Saipem Portugal Comercio, e quindi essere stata ceduta per demolizione direttamente dall’azienda di San Donato, senza cioè il tramite di un intermediario.

Nell’elenco compaiono infine tre navi del Gruppo Grimaldi: tra queste la Eurocargo Trieste e la Fides, entrambi ro-ro (rispettivamente del 1997 e del 1993) in forza alla controllata Malta Motorways of the Sea Ltd (e battenti bandiera maltese), e la Spes, pure realizzata nel 1993, che invece operava per l’italiana Grimaldi Euromed e batteva il tricolore. Tutte e tre risultano in questo caso demolite ad Aliaga ma in uno dei cantieri che hanno ricevuto l’approvazione della Ue. In questo Grimaldi Group conferma dunque l’attenzione e la propria policy aziendale volta alla sosteniblità.

Riguardo le attività di scrapping svolte nella località turca, come accennato nell’area sono attive diverse strutture con standard anche molto diversi tra loro; la prassi è comunque che la demolizione avvenga tramite il metodo del landing, in cui la poppa rimane a galla e la prua adagiata a riva, dove poi la nave viene progressivamente trascinata man mano che si procede con le operazioni di taglio e smaltimento dei rottami.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Porti e ferrovie: treni in calo ma speranze appese alle nuove infrastrutture e ai traffici ro-ro
Terzo Valico game changer (anche in attesa del quadruplicamento della linea Tortona-Voghera) per il trasporto sia di container che di…
  • cargo
  • ferrovia
  • Istituto Internazionale delle Comunicazioni
  • merci
  • treni
5
Market report
18 Marzo 2026
Il traffico container gateway dei porti italiani tornato ai livelli del 2018
Permane un divario tra gli imbarchi e gli sbarchi, che nel 2025 è stato di circa 590 mila Teu, mentre…
  • container
  • Italia
  • Luca Antonellini
  • porti italiani
  • Spagna
  • traffico gateway
3
Market report
14 Marzo 2026
Impennata verso l’alto (+10%) per i noli container Cina-Italia
Le tensioni in Medio Oriente e il ritorno alla circumnavigazione dell'Africa spingono subito verso l'alto il World Container Index
  • container
  • Drewry
  • noli
  • trasporto marittimo
1
Market report
12 Marzo 2026
Continua a crescere la capacità di stiva della flotta container
Bimco evidenzia come, a dispetto del calo dei noli in atto da mesi, il ritmo dei nuovi ordini non abbia…
  • Bimco
2
Market report
12 Marzo 2026
Circa 140 portacontainer bloccate in Golfo Persico e una petroliera colpita
Impatto per la 'chiusura' dello Stretto di Hormuz atteso anche sui traffici dry bulk con un allarme particolare per l'export…
  • calcare
  • container
  • dry bulk
  • Gnl
  • Golfo Persico
  • Iran
  • LNG
  • Stretto di Hormuz
4
Economia
5 Marzo 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version