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Nel nuovo Hennebique a Genova un secondo terminal crociere ma gli accosti per le navi rimangono immutati

Genova – Questa mattina a Genova è stato presentato il progetto di recupero e riqualificazione di Hennebique, l’edificio del porto storicamente usato come silos granari e in stato di abbandona da diversi decenni che ospiterà in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. Tutto questo grazie a Vitali, primario gruppo attivo leader nel […]

di Nicola Capuzzo
8 Novembre 2021
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Genova – Questa mattina a Genova è stato presentato il progetto di recupero e riqualificazione di Hennebique, l’edificio del porto storicamente usato come silos granari e in stato di abbandona da diversi decenni che ospiterà in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. Tutto questo grazie a Vitali, primario gruppo attivo leader nel settore real estate e delle grandi infrastrutture che investirà 100 milioni di euro per rigenerare e riconvertire oltre 40 mila metri quadrati di superficie. Vitali è lo stesso sviluppatore immobiliare che a Cortenuova (Bergamo) sta realizzando un nuovo inland terminal per il Gruppo Msc.

“Inserito in un contesto urbano delicato, il nuovo Hennebique costituisce la cerniera tra il Porto Antico e il polo crocieristico e turistico-ricreativo in via di sviluppo, e completerà la riqualificazione del waterfront cittadino. Collocato in posizione strategica l’immobile diventerà un polo attrattore per residenti, turisti e croceristi” è stato spiegato.

L’amministratore delegato di Vitali, Cristian Vitali, durante la presentazione del progetto ha spiegato che il primo e il secondo piano del corpo centrale dell’edificio saranno destinati a ospitare “un secondo terminal crociere da intendersi come ampliamento di Stazioni Marittime”. Il presidente della port authority di Genova, Paolo Emilio Signorini, nel suo saluto ha invece ricordato che “è previsto il prolungamento dell’accosto di levante dell’attuale stazione marittima di Ponte dei Mille”.

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A SHIPPING ITALY l’amministratore delegato di Stazioni Marittime, Edoardo Monzani, ha ricordato che quest’ultimo intervento restituirà al porto passeggeri “una banchina lineare lunga 390 metri, in grado quindi di accogliere navi di ultima generazione lunghe fino a 360 metri”. Indispensabile per accoglierle saranno però gli interventi di dragaggio del relativo specchio acqueo: “Attualmente si stanno programmando i dragaggi dall’altra parte di ponte dei Mille, presso l’accosto ovest” ha aggiunto Monzani, mentre la fase successiva riguarderà l’escavo dei fondali presso la nuova banchina non appena sarà ultimata.

A proposito infine di un ipotetico secondo accosto per navi da crociera a Ponte Parodi la possibilità ad oggi non sarebbe percorribile secondo l’amministratore delegato di Stazioni Marittime perché due navi in contemporanea fisicamente non potrebbero starci. “L’unica soluzione a mio parere sarebbe quelle di riprofilare la banchina aprendola verso levante e rendendola lineare e più lunga” spiega Monzani, specificando però che queste decisioni spettano all’Autorità portuale.

“Sono state fondamentali la sinergia e la collaborazione tra istituzioni e operatori privati per trovare le giuste soluzioni per organizzare logisticamente il cantiere senza interferire con l’attività portuale” ha dichiarato durante la conferenza stampa Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. “Genova in questo momento sta imboccando un periodo in cui sarà molto sollecitata. Abbiamo in campo alcune grandi opere fondamentali per il porto e l’economia di Genova che potranno avere alcuni effetti sulla vita quotidiana della città. Stiamo entrando in un momento di grande fermento durante il quale bisognerà avere un po’ di pazienza ma che vedrà la rinascita di questa importante parte del fronte mare”.

N.C.

Breve storia dell’Hennebique

L’avvio dei lavori di riqualificazione di Hennebique coincide con l’inizio di una nuova vita del gigante addormentato nel Porto più importante d’Italia. Primo edificio in Italia ad essere stato costruito, tra il 1899 e il 1901 utilizzando il brevetto del calcestruzzo armato a vista, il complesso ha attraversato intonso più di cento anni di storia, marcando a fuoco vivo la tradizione genovese. Un’innovazione edile straordinaria per l’epoca che venne applicata, a sua volta, da Francois Hennebique, da cui, non a caso, l’edificio riprende il nome. Inizialmente dedicati ad accogliere i grandi scali europei, i silos Hennebique sono stati per lungo tempo il volto e i profili dell’importante adeguamento tecnologico e infrastrutturale che, a fine ‘800, ha travolto il contesto storico-culturale genovese.

L’impianto, fu pensato fin dal principio come un vero e proprio automa industriale capace di “ingerire” e insaccare quantitativi massicci di granaglie. Non da ultimo, il collegamento diretto con due binari ferroviari permetteva un rapido trasferimento della merce e sigillava l’indispensabile collegamento terra-mare.

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