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F2i Holding Portuale è pronta ad allargarsi a Carrara e prepara lo sbarco a Ravenna

L’a.d. Alessandro Becce rivela i numeri del 2021 e i prossimi piano di sviluppo del gruppo che controlla 8 terminal portuali per la movimentazione di merci varie

di Nicola Capuzzo
21 Marzo 2022
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Milano – Nuovi traffici e nuovi spazi a Marina di Carrara più un prossimo probabile ingresso nel porto di Ravenna. Sono queste le due novità principali per F2i Holding Portuale (Fhp), la società controllata dal fondo d’investimento F2i specializzata nel business del terminalismo portuale al servizio delle merci varie e delle spedizioni project cargo. Ad oggi il Gruppo Fhp gestisce piattaforme logistiche nei siti di Carrara, Livorno, Monfalcone e Venezia “creando un asset strategico di collegamento fra l’Adriatico e Tirreno a supporto della competitività dell’industria italiana”.

A rivelare a SHIPPING ITALY le ultime novità sul gruppo, a margine dei convegni di Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry andati in scena nel capoluogo lombardo, è stato l’amministratore delegato Alessandro Becce.

Partendo dai numeri: nel 2021 le tonnellate di merci movimentate sono state circa 10 milioni, praticamente il doppio rispetto al 2020 quando ancora non facevano parte del gruppo le società Marterneri e Compagnia Portuale Monfalcone. Il fatturato nel 2021 ha superato i 120 milioni di euro, una crescita del +10% rispetto ai livelli pre-Covid.

“Il 2021 è stato un anno molto particolare, abbiamo registrato come network di terminal una pressione molto alta che si è tradotta in volumi crescenti di merci imbarcate e sbarcate sia rispetto al 2020 che al 2019. Dal mese di aprile dello scorso anno abbiamo vissuto una fase di transizione importante per via delle acquisizioni portate a termine (Marterneri e Compagnia Portuale Monfalcone, ndr) e della nuova organizzazione del gruppo” ha affermato Becce, spiegando che Fhp “è passata da essere un’azienda Carrara-centrica a una holding con una capogruppo e una serie di società controllate per ogni terminal”.

Questa trasformazione ha portato i frutti sperati anche in termini di migliore organizzazione ed efficienza operativa “come dimostra il fatto che, durante il picco dei traffici siderurgici verso l’Italia nei mesi passati, la domanda di sbarchi è stata gestita in maniera flessibile e coordinata fra i vari terminal gestiti massimizzando l’utilizzo delle banchine e le sinergie fra i nostri otto terminal sparsi tra quattro scali portuali” ha proseguito Becce. Sinergie sono state avviate poi anche sul fronte ferroviario con la riattivazione del treno merci dal porto di Carrara in partnership con l’impresa Compagnia Ferroviaria Italiana anch’essa controllata da F2i. Altri ambiti di cooperazione ci sono stati poi nel settore della movimentazione di project cargo con le competenze dei terminal di Marghera e Carrara esportate ad esempio anche a Monfalcone, così come nell’imbarco e sbarco di prodotti siderurgici tra Monfalcone e Marghera, e ancora fra Livorno e Carrara nel settore dei prodotti forestali.

“Proprio a Marina di Carrara cercheremo di portare traffici di prodotti forestali e di siderurgici” ha rivelato Becce, annunciando inoltre una maggiore integrazione fra lo scalo e le attività retroportuali. “Abbiamo un protocollo d’intesa con Baker Hughes – ha precisato – rivolto al settore del project cargo dove operiamo in partnership con Mammoet Italia. A questo proposito stiamo cercando di espanderci in aree retroportuali verso Carrara e una superficie di circa 50.000 mq è stata individuata. Si tratta di spazi che andrebbero ad aggiungersi al cantiere già attivo di Avenza” dove vengono assemblati i moduli di impianti destinati ai terminal Gnl.

Le mire espansionistiche di Fhp non riguarderanno però solo gli spazi retroportuali: “Vorremmo costruire magazzini coperti sul piazzale Città di Massa all’interno del porto di Carrara per poter gestire giacenze e picchi di traffico” ha aggiunto inine Becce riferendosi alla volontà di aggiungere strutture coperte che consentirebbero anche la movimentazione e lo stoccaggio di prodotti forestali e non solo. In totale il gruppo Fhp ha un piano d’investimenti a livello nazionale da circa 17 milioni di euro per “il rinnovo dei terminal e dell’equipment”.

Becce in questa intervista ha infine smentito un interesse verso nuove acquisizioni ed espansioni nel settore dei container mentre è rimasto molto abbottonato a proposito di un’imminente espansione nel porto di Ravenna dove pare stia volgendo al termine la lunga negoziazione con Setramar, azienda terminalistica attiva proprio nel settore break-bulk. “Ci sono alcune questioni che si stanno risolvendo” si è limitato a commentare l’esperto manager portuale lasciando però intendere che un felice epilogo della trattativa potrebbe concretizzarsi nel breve termine.

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