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Tirrenia Cin ci va vicina ma non sfugge a una sanzione del Mims

Il Ministero dovrà restituire il corrispettivo di due penalità alla compagnia, ma manterrà il credito (a rischio concordato)

di Redazione SHIPPING ITALY
30 Marzo 2022
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A rapporto ormai terminato, stanno arrivando a sentenza diversi contenziosi relativi alla convenzione fra ex Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oggi Infrastrutture e Mobilità Sostenibili) e Compagnia Italiana di Navigazione, protrattasi dal 2012 a buona parte del 2021 e avente ad oggetto il servizio pubblico di collegamento marittimo con le isole a fronte della sovvenzione da oltre 72 milioni di euro annui.

Rispetto a dieci giorni fa, però, l’esito è stato meno positivo per la società del gruppo Moby, pur avendo ottenuto quanto richiesto con il ricorso, vale a dire l’annullamento dell’atto con cui nel marzo 2018 il Mit confermava di aver saldato tutto il dovuto a Cin per il 2017.

Una conclusione che era stata messa in discussione dalla compagnia per il seguente motivo. Nel novembre 2017, quando, come da convenzione, il Ministero saldò l’ultima rata della sovvenzione, detrasse dall’importo 140mila euro, somma di alcune penalità addebitate a Cin. La società eccepì che il calcolo non le tornava risultandole 55mila euro di troppo rispetto alle sanzioni fino a quel momento imputatele, ma a fine gennaio 2018 il Mit confermò la bontà dei conteggi, dettagliando le penalità comminate nei mesi precedenti. La discrepanza fra i conti di Cin e del Mit era dovuta al fatto che due delle penalità in questione non erano state notificate alla compagnia. Ne nasceva quindi una querelle chiusa dal Ministero con l’atto di fine marzo impugnato da Cin.

Con ragione, secondo il Tar del Lazio, che ha riconosciuto la mancata notifica come causa di nullità dal momento che “i provvedimenti applicativi di sanzioni, pecuniarie o reali, non possono essere portati ad esecuzione prima che siano comunicati al destinatario”. Pertanto “l’Amministrazione dovrà restituire alla CIN l’importo delle penali”. Tuttavia il Tar, rilevando come a fine gennaio 2018 Cin fosse venuta a conoscenza delle penali, “l’annullamento del provvedimento impugnato per effetto della fondatezza del ricorso che si è sinora motivata, non elide la spettanza in capo all’Amministrazione del credito da applicazione delle penali”.

Insomma il Mit ora Mims deve versare 55mila euro a Cin, dopodiché potrà chiederli indietro. Tutto regolare? No, perché avendo Cin nel frattempo avviato una procedura concorsuale, i crediti nei suoi confronti sono soggetti ad una certa alea e, con ogni probabilità, ad un ridimensionamento: essersi dimenticati una pec potrebbe costare alle finanze pubbliche svariate migliaia di euro.

A.M.

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