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Cold ironing: Genova sceglie Nidec Asi mentre La Spezia ad Azur Energia

Mentre lo scalo spezzino avvia il progetto di fattibilità, nel capoluogo si presenta un solo offerente per la realizzazione dell’impianto. Aggiudicato intanto un altro appalto collaterale alla diga

di Redazione SHIPPING ITALY
27 Aprile 2022
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Procede a passi spediti il cammino dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova per l’elettrificazione delle banchine del capoluogo ligure.

A poche settimane dall’approvazione del progetto definitivo, la procedura negoziata per l’aggiudicazione della progettazione esecutiva e dei lavori è arrivata alle battute conclusive: il responsabile, valutate offerte tecniche ed economiche, ha infatti proposto all’ente l’aggiudicazione a favore di Nidec Asi, unica offerente. Il ribasso proposto è stato del 2% sul valore dell’appalto da 18,1 milioni di euro (da capire se da applicarsi anche alle tariffe del servizio, relative ad allaccio e fatturazione) e la società è la stessa che ha realizzato il pressoché inutilizzato impianto di elettrificazione del bacino di Voltri Pra’.

Malgrado permanga l’incertezza sul quadro normativo e di conseguenza tariffario, è noto come il Governo punti pervicacemente – sono 700 i milioni di euro stanziati nel Pnrr per la realizzazione di impianti a terra, niente invece per l’adeguamento dei sistemi di bordo – sul cold ironing. Anche l’Adsp di la Spezia, non a caso, ha cominciato a muoversi in questi giorni sul fronte del porto passeggeri, affidando il “progetto di fattibilità tecnico economica della nuova cabina di trasformazione alla radice del molo Garibaldi e del cold ironing di banchina all’Ati Azur Energia srl GPA srl”. Azur Energia Srl è una società fiorentina, che per il servizio incasserà circa 52mila euro, mentre Adsp stima in 5,5 milioni di euro il valore la realizzazione dell’impianto.

Un importo simile (poco superiore ai 5 milioni di euro), tornando a Genova, era quello in gioco per il “servizio di verifica del progetto definitivo ed esecutivo per la realizzazione della nuova diga foranea del porto”. Le buste sono state aperte a inizio marzo e l’ente ha provveduto pochi giorni fa (il 20 aprile) all’aggiudicazione. Malgrado l’offerta tecnica di Rina Check sia stata quella col punteggio migliore, l’appalto è andato al raggruppamento composto da Its Controlli Tecnici/Socotec in ragione del ribasso dell’85% proposto sul valore dell’appalto, cioè 751mila euro (offerta non soggetta a verifica sull’anomalia, in deroga al Codice degli appalti, in virtù dell’appartenenza della diga al piano straordinario delle opere portuali).

Its è controllata dalla Montegillo Spa, holding della famiglia di costruttori romani Trocca che controlla Progetti Europa & Global, la società che ha impugnato – vittoriosamente per ora, l’appello sarà a luglio – l’aggiudicazione a Rina Consulting del servizio di Pmc – Project management consulting (direzione lavori e non solo, 19 milioni di euro in tutto), salvo un paio di settimane fa dare il proprio placet (necessario, stante il procedimento giudiziario in corso) all’assegnazione diretta (siglata il 12 aprile) a quest’ultima per 119mila euro delle prime due fasi dell’appalto, utili alla predisposizione della documentazione per la procedura relativa all’appalto integrato per progetto definitivo, esecutivo e lavori della diga (950 milioni di euro).

A proposito della diga e delle dimissioni del direttore esecutivo del Pmc, rivelate la scorsa settimana da SHIPPING ITALY, Rina ha precisato che Piero Silva ha svolto attività consulenziale per il Pmc ma “non è dipendente né riveste o ha mai rivestito nella società alcuna carica, tanto meno quelle di Direttore Tecnico o di ‘supervisore’ della Nuova Diga di Genova e parla a titolo personale”.

A.M.

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