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Anche a Gioia Tauro operatività rallentata a discapito della produttività dei terminal

Così come sta già avvenendo nel porto di Genova su disposizione della port authority e poche ore fa della locale Capitaneria di porto in accordo con i servizi tecnico-nautici, anche a Gioia Tauro l’operatività verrà ‘artificialmente’ rallentata per evitare rischi di contagi fra i lavoratori che porterebbero a limitazioni potenzialmente ancora maggiori in futuro. Lo […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
16 Marzo 2020
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Così come sta già avvenendo nel porto di Genova su disposizione della port authority e poche ore fa della locale Capitaneria di porto in accordo con i servizi tecnico-nautici, anche a Gioia Tauro l’operatività verrà ‘artificialmente’ rallentata per evitare rischi di contagi fra i lavoratori che porterebbero a limitazioni potenzialmente ancora maggiori in futuro.

Lo ha reso noto la port authority calabrese presentando le linee guida adottate per il contenimento dell’emergenza Covid-19. “L’obiettivo è quello di garantire la continuità operativa dei porti, che ricadono nella propria circoscrizione (Gioia Tauro, Corigliano Calabro e Crotone), e di ridurre, mediante azioni precauzionali, i rischi di contagio tra le persone ivi operanti” si legge in una nota.

Più nel dettaglio il commissario straordinario dell’ente, Andrea Agostinelli,  spiega che “con le Linee Guida abbiamo sintetizzato le misure, talvolta stringenti, adottando le quali le attività portuali, necessarie ad assicurare la indispensabile catena logistica di rifornimento, potranno proseguire nei porti di Gioia Tauro, Crotone e Corigliano. Abbiamo chiesto ai terminalisti e agli operatori portuali in genere pesanti sacrifici in termini di produttività, ma tale rallentamento è necessario se vogliamo coniugare la prosecuzione delle attività di rifornimento delle merci al Paese, con la prioritaria esigenza di tutela della salute delle maestranze portuali, cui va il mio ringraziamento per l’opera che stanno prestando in un momento così complicato”.

Oltre alle misure di prevenzione le linee guida adottate dall’Autorità portuale contengono precise indicazioni per agevolare le aziende operanti in porto nell’adozione dei propri protocolli “nella consapevolezza – si legge nel documento – che la prosecuzione delle attività/ciclo delle operazioni portuali potrà continuare solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione”.

Nello specifico, tre sono le linee di intervento da tenere in debita considerazione nell’adozione degli specifici protocolli: informazioni relative alla conoscenza, rischio e contenimento del virus; sensibilizzazione delle imprese e dei lavoratori, rispetto all’applicazione delle misure adottate dagli organi centrali; soluzioni organizzative straordinarie per consentire la continuità delle attività lavorative, in condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti e delle modalità lavorative.

Si tratta di determinazioni che dovranno essere osservate da tutta la comunità portuale e, quindi, dai lavoratori delle imprese portuali, autotrasportatori, agenti marittimi, spedizionieri, guardie particolari giurate, personale marittimo in transito e chiunque attraversi e/o operi all’interno delle aree portuali.

Nel documento vengono anche indicate le azioni concrete da adottare. “Si dovrà – si legge nel testo – favorire il massimo utilizzo del lavoro agile, laddove sia possibile, incentivare le ferie e i congedi retribuiti. Sono da considerarsi obbligatorie le operazioni di sanificazione dei luoghi, delle attrezzature e dei mezzi di lavoro. Dovranno essere garantiti gli strumenti di protezione individuale e praticate le distanze di sicurezza”.

Tra le attività atte a evitare il contagio e, quindi, i contatti interpersonali, si invita l’adozione di misure straordinarie. Tra queste: il ricambio dei dispositivi di protezione individuale e il mantenimento delle distanze di almeno un metro tra il personale che opera nel terminal. Nei casi in cui, per particolari attività, si dovesse rendere necessario il contatto più stretto, tra operatori e/o utenti presenti negli uffici, i lavoratori dovranno essere dotati di appositi dispostivi di protezione individuali (Dpi) integrativi, oltre quelli ordinari.

Al fine di evitare assembramenti, nello svolgimento delle attività relative al ciclo delle operazioni portuali e del collegamento nave/porto, all’impresa responsabile dell’organizzazione del lavoro e della relativa sicurezza, è richiesta l’adozione di ogni misura di rispetto delle distanze. In particolare, per le operazioni di rizzaggio e derizzaggio delle merci dovrà essere evitato il prolungamento delle attività, oltre i termini ragionevoli dei turni di lavoro. Mentre, nei rapporti con il personale di bordo è preferibile prediligere, ove sia possibile, lo scambio della relativa documentazione, tramite sistemi informatici. Non ultimo, nel caso in cui in stiva siano presenti lavoratori portuali non dovranno, nel medesimo momento, essere presenti marittimi, fatto salvo il numero indispensabile delle operazioni.

Le linee guida, adottate dall’Autorità portale di Gioia Tauro, contengono altresì norme a tutela dell’attività di autotrasporto. Nello specifico, gli autotrasportatori dovranno evitare, per quanto possibile, contatti con chi opera nelle aree portuali. Nel caso in cui dovesse essere necessario il relativo contatto bisognerà essere muniti di Dpi integrativi, mantenendo le distanze di sicurezza. Dovrà essere, comunque, preferita la modalità di scambio di documenti, tramite i sistemi informatici.

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