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Dall’Europa in arrivo limiti ancora più stringenti all’inquinamento del trasporto marittimo

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo intende correggere il sistema comunitario di monitoraggio e scambio delle emissioni di anidride carbonica includendo anche il trasporto marittimo. Non solo: i parlamentari europei ritengono che il mercato dello scambio di emissioni non sia sufficiente e chiedono perciò allo shipping di ridurre anche le emissioni di anidride carbonica del […]

di Nicola Capuzzo
7 Luglio 2020
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La Commissione Ambiente del Parlamento europeo intende correggere il sistema comunitario di monitoraggio e scambio delle emissioni di anidride carbonica includendo anche il trasporto marittimo. Non solo: i parlamentari europei ritengono che il mercato dello scambio di emissioni non sia sufficiente e chiedono perciò allo shipping di ridurre anche le emissioni di anidride carbonica del 40% entro il 2030.

Più precisamente si tratta di allineare l’EU MARV Regulation, il meccanismo di quote di emissioni per lo shipping, ai nuovi regolamenti dell’International Maritime Organization per il monitoraggio dell’inquinamento negli anni 2019 e 2020. La votazione del Parlamento europeo su questa materia si è conclusa con 62 favorevoli, 3 contrari e 13 astensioni.

La forma finale legislativa di questa proposta prenderà forma tra il 14 e il 17 settembre, durante le sedute plenarie di Strasburgo e l’avvio dei negoziati tra gli Stati membri. Se questa proposta passasse in Parlamento, nell’EU Emissions Trading Sysyem (ETS) verrebbero include anche le navi oltre le 5.000 tonnellate di stazza.

L’intervento di Bruxelles non riguarderà, però, esclusivamente le navi ma anche i porti. Lì dove la decarbonizzazione della nave non è sufficiente, si potrà infatti contribuire con la riduzione dell’inquinamento portuale in generale. Per finanziare questo progetto, per esempio spingendo l’ingegneria navale a progettare la costruzione di navi più ecologiche, la Commissione Ambiente dell’Ue propone un Ocean Fund per il periodo 2023-2030 finanziato dalle quote di vendita all’asta nell’ambito dell’ETS.

Per la Commissione ambiente del Parlamento europeo, l’allineamento tra la normativa europea e quella dell’IMO è importante anche per rendere più incisive le regolamentazioni dell’istituto ONU, il quale, con un numero nettamente superiore di Stati membri (174 rispetto a 27), si dimostra spesso molto lento nell’adottare certe decisioni e le conseguenti politiche.

Per l’eurodeputato tedesco Jutta Paulus (Verdi/Alleanza Libera Europea), si sta inviando “un segnale forte in linea con il Green Deal europeo. Le statistiche da sole non fanno risparmiare un solo grammo di gas serra, ecco le ragioni di queste misure più severe per ridurre le emissioni nel trasporto marittimo”.

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