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L’Adsp di Trieste investe in nuovi locomotori guardando ai binari nazionali

La controllata Adriafer, già autorizzata a operare su tutta la rete Rfi, pronta a investire in 1+1 Vossloh diesel-elettrici

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
24 Gennaio 2025
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L’Autorità di sistema portuale di Trieste, ente pubblico non economico vigilato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pare apprestarsi a scendere nel campo economico e concorrenziale nel settore dei servizi ferroviari cargo, nel quale opera (fra gli altri) anche il gruppo Fs controllato dal Ministero dell’economia.

La sua controllata Adriafer che, applicando ai dipendenti il Ccnl porti, gestisce il servizio di manovra nello scalo giuliano e offre, stando a quanto riporta il suo sito, anche servizi di trazione per “gli interporti di Cervignano e Fernetti e altre mete logistiche sul territorio regionale, fino ad arrivare in prossimità del confine italo sloveno a Villa Opicina e al transito di Tarvisio”, ha appena diramato infatti un avviso per l’avvio di una procedura che porterà a incrementare del 50% l’odierno parco dei mezzi abilitati alla trazione.

La procedura negoziata, intestata allo “acquisto di 1 locomotore diesel da linea con opzione per l’acquisto di un secondo mezzo con medesime caratteristiche alla realizzazione della richiesta di prestito presso istituti bancari”, riguarda mezzi ritenuti al top di gamma, cioè, si legge nel bando, locomotori “tipo DE 18”, con richiamo all’omonimo mezzo realizzato da Vossloh. Commisurato, non a caso, il valore dell’appalto, 8 milioni di euro, “interamente finanziati con fondi propri” e, come detto, passibili di raddoppio in caso di ottenimento di finanziamento bancario.

La società non ha voluto rilasciare informazioni a SHIPPING ITALY sulla procedura né sullo scopo, anche se pare difficile che due mezzi polivalenti e dotati di grande capacità di trazione possano essere confinati ai servizi di manovra, tanto più se si considera l’attuale dimensione della flotta della società (sei mezzi di manovra e quattro mezzi da trazione), il fatto che il bando richieda un mezzo (più uno in opzione) “in grado di viaggiare sulla linea ferroviaria Nazionale Rfi nonché essere utilizzato per manovre e trazione laddove non sia presente una linea elettrificata” e la circostanza che da fine giugno 2024 Adriafer ha ottenuto una nuova certificazione di sicurezza (da parte dell’Era – European Railway Agency) per operare servizi di “trasporto di merci, inclusi i servizi di trasporto di merci pericolose (tutte le Classi Merci pericolose, eccetto la 1 e la 7)” non solo sulla “infrastruttura ferroviaria gestita da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico” ma anche sulla “Infrastruttura ferroviaria gestita da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.”.

 

Aggiornamento ore 22:13 del 24 gennaio

Dopo la pubblicazione dell’articolo, per il quale era stata preventivamente richiesta conferma della notizia e maggiori dettagli all’azienda e all’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale, l’amministratore delegato di Adriafer, Maurizio Cociancich, ha segnalato che “si tratta di mezzi utilizzati per la manovra e lo spostamento tra cantieri di manovra, essendo costretti per motivi normativi ad adeguare il nostro parco mezzi” e che “la manifestazione interessi è per 8 milioni massimo visto il costo di questi mezzi sul mercato, non 16”. 

A.M.

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