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Panama conferma: la nave Wakashio si è incagliata per cercare un segnale wifi migliore

A qualcuno potrà sembrare incredibile ma l’incidente marittimo ‘dell’anno’, vale a dire l’incaglio su un reef poco distante dall’isola di Mauritius della nave bulk carrier Wakashio, è stato causato da una deviazione volontario della rotta per cercare un segnale wifi migliore sottocosta. Lo confermano le prime risultanze dell’indagine avviata dalla Panama Maritime Authority poiché la […]

di Nicola Capuzzo
9 Settembre 2020
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A qualcuno potrà sembrare incredibile ma l’incidente marittimo ‘dell’anno’, vale a dire l’incaglio su un reef poco distante dall’isola di Mauritius della nave bulk carrier Wakashio, è stato causato da una deviazione volontario della rotta per cercare un segnale wifi migliore sottocosta. Lo confermano le prime risultanze dell’indagine avviata dalla Panama Maritime Authority poiché la nave coinvolta nel sinistro, seppur di proprietà di una società giapponese, batteva il vessillo dello Stato centroamericano.

Che la causa di un ingiustificato cambio di rotta della nave, lungo il viaggio fra Estremo Oriente e Sud America, potesse essere il tentativo di trovare una connessione migliore per i dispositivi mobile dell’equipaggio a bordo era emerso fin da subito in seguito alle testimonianze di alcuni marittimi interrogati dalle autorità locali. Negli attimi prima che la nave andasse a incagliarsi in un reef a bordo si era celebrato il compleanno di un membro di equipaggio e probabilmente il comandante aveva acconsentito a una navigazione il più possibile costiera al fine di consentire videochiamate e connessioni a internet evidentemente non possibili in altro modo.

Una scelta che costerà cara al comandante, al suo armatore e ai suoi assicuratori poiché l’incidente ha causato lo sversamento in mare di un migliaio di tonnellate di carburante e la perdita totale dello scafo che si è spezzato in due.

La dinamica dell’incidente e le risultanze delle prime indagine riportano alla memoria l’incidente della Costa Concordia che aveva colpito uno scoglio con un lato dello scafo a poca distanza dall’isola del Giglio. Anche quell’incidente avvenne per la scelta del comandante Francesco Schettino di compiacere un membro dell’equipaggio originario proprio dell’isola ed effettuare un ‘inchino’.

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