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Dalla procura di Roma 17 rinviati a giudizio per l’incendio della Euroferry Olympia di Grimaldi

Il comandante, membri d’equipaggio, personale di terra e l’a.d. Diego Pacella chiamati a rispondere di varie accuse per il sinistro costato la vita a 11 persone

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
14 Novembre 2025
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Un’indagine della Procura di Roma sul sinistro marittimo che tre anni fa (febbraio 2022) coinvolse la nave ro-ro Euroferry Olympia di Grimaldi Group, vittima di grave incendio durante la navigazione fa Igoumenitsa a Brindisi, ha portato al rinvio a giudizio di 17 persone accusate a vario titolo di incendio e naufragio. Lo ha rivelato il Fatto Quotidiano spiegando che gli ufficiali (a partire dal comandante Vincenzo Meglio) sono accusati di aver lasciato che le fiamme divampassero, di non aver adottato le norme di sicurezza previste e di aver omesso ai soccorritori informazioni fondamentali. Nell’ambito di un’inchiesta parallela aperta anche in Grecia sarebbero indagati per depistaggio otto membri dell’equipaggio della nave. Un dirigente e un consulente della compagnia armatoriale napoletana sarebbero invece indagati per corruzione internazionale perché, secondo l’accusa, avrebbero provato a corrompere autorità greche con biglietti di manifestazioni sportive. Fra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Roma ci sarebbe, sempre stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano, anche l’amministratore delegato di Grimaldi Euromed Spa, Diego Pacella, per aver indicato un cambiare di bandiera della nave per poi avviarla allo smaltimento in Turchia, fuori dal perimetro legislativo europeo.

Nell’incendio del traghetto Euroferry Olympia presso l’isola di Corfù morirono almeno 11 degli oltre 300 passeggeri a bordo (alcuni erano autisti di mezzi rimasti irregolarmente a dormire sui propri mezzi nei garage della nave durante la traversata) ma il numero di vittime potrebbe essere stato più alto perché, secondo le indagini, a bordo si nascondeva un numero imprecisato di clandestini.

Nel rinvio a giudizio degli ufficiali l’accusa scrive che “omettevano di controllare il corretto funzionamento delle porte basculanti e di formare adeguatamente sul punto il personale dell’equipaggio, con la conseguenza che la non corretta chiusura delle stesse comprometteva l’efficienza del compendio valutativo e procedurale in materia di sicurezza della nave”.

Per ciò che riguarda l’accusa rivolta a Pacella, in seguito al sinistro marittimo la compagnia di navigazione ha presenta una domanda di dismissione della bandiera, da italiana a liberiana. Un’azione che, secondo l’accusa, sarebbe servita a eludere le normative sul riciclaggio dei rifiuti (smaltimento delle navi) e che avrebbe preceduto il trasferimento del relitto dal porto greco di Astakos-Platygiali verso un cantiere di demolizione in Turchia. Per questo il direttore tecnico di Grimaldi e Pacella sono indagati per inquinamento.

La società Grimaldi Euromed Spa è uscita dal procedimento.

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